Servizi Ambulatoriali

COME POSSIAMO AIUTARTI

Aliseo rivolge i propri servizi ed interventi alle persone che presentano problematiche alcol-correlate (abuso e dipendenza) ed attua percorsi di sostegno anche per i famigliari di alcoldipendenti.

Possono accedere all’ambulatorio di corso Trapani 95/A persone che sentono di avere già un uso problematico della sostanza, ma anche persone che vogliono semplicemente confrontarsi con un esperto rispetto alle proprie (o del famigliare) modalità alcoliche.

La metodologia che la struttura ambulatoriale propone consiste in una serie di approcci psicologici ed educativi derivanti da varie teorie tra cui la Teoria Motivazionale, la Teoria Psicodinamica, la Teoria Cognitivo-Comportamentale e la Teoria Sistemico Relazionale.

Ambulatorio - Associazione Aliseo Torino

UN SERVIZIO APERTO A TUTTI

Aliseo si impegna a mantenere costi agevolati affinchè tutti possano usufruire del sostegno necessario.

Accedi al Servizio telefonando o mandando una mail, un operatore ti fisserà un primo colloquio conoscitivo sempre gratuito.

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A chi si rivolge

SE IL PROBLEMA TI RIGUARDA DIRETTAMENTE

Puoi accedere al Servizio telefonando o mandando una mail, un operatore ti fisserà un primo colloquio conoscitivo gratuito.

Al termine del primo incontro, potranno seguire 4 ulteriori colloqui finalizzati a:

  1. valutare il problema alcologico e il livello di motivazione al cambiamento
  2. raccogliere informazioni di carattere anamnestico
  3. verificare la necessità di un intervento multidisciplinare
  4. offrire una prima restituzione e formulare un’eventuale proposta di prosecuzione del trattamento 

In seguito la proposta potrà essere declinata in uno dei seguenti modi:

  • PERCORSO PSICOTERAPEUTICO O EDUCATIVO INDIVIDUALE a cadenza settimanale
  • PERCORSO PSICOEDUCATIVO DI GRUPPO a cadenza settimanale in orario pre-serale
  • ORIENTAMENTO A CONSULENZA MEDICO-SPECIALISTICA
  • ACCOMPAGNAMENTO A UN PERCORSO DI DISINTOSSICAZIONE PRESSO CASE DI CURA CONVENZIONATE CON IL SSN.

SE SEI UN FAMILIARE O UN CONOSCENTE

Puoi accedere al Servizio telefonando o mandando una mail, un operatore ti fisserà un primo colloquio conoscitivo gratuito

Al termine del primo incontro, se si ritiene necessario potranno seguire 4 ulteriori di counselling famigliare finalizzati a:

  1. individuare i bisogni e le capacità interne al sistema famigliare
  2. individuare le risorse esterne e progettare un piano di collaborazione
  3. sostenere la motivazione al cambiamento
  4. offrire una prima restituzione e definire l’eventuale prosieguo del trattamento

In seguito, la proposta potrà essere declinata in uno dei seguenti modi:

  • PERCORSO PSICOEDUCATIVO DI COUNSELLING FAMIGLIARE con frequenza quindicinale
  • PERCORSO PSICOEDUCATIVO DI GRUPPO a cadenza quindicinale.

Struttura ed équipe

Equipe-struttura-ambulatoriale-aliseo-torino

L’èquipe dell’ambulatorio è formata da:

  • Livia Racca, coordinatrice dell’Associazione Aliseo, psico-pedagogista ed educatrice professionale
  • Paola Giraudo, responsabile struttura ambulatoriale, psicologa psicoterapeuta e Mindfulness Basic Training
  • Edoardo Pasquini, responsabile PLD, educatore professionale
  • Luana Lerro, psicologa psicoterapeuta
  • Jessyka Robiolio Bose, psicologa e psicoterapeuta
  • Giampaolo Rigliaco, psicologo

Supervisore relazionale e dei casi clinici: Nicolò Terminio, psicologo psicoterapeuta.

Metodologia d’intervento

ACCOGLIENZA

Accoglienza della persona considerata come soggetto attivo, competente rispetto alla propria situazione, quindi non solo attore ma anche autore del progetto di intervento

OSSERVAZIONE

Anamnesi, osservazione e valutazione del problema

PERSONALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO

Co-costruzione del progetto di cambiamento. Esso implica a livello progettuale e operativo pensare a interventi individualizzati e tesi al raggiungimento dei seguenti obiettivi generali.

OBIETTIVI DELL’INTERVENTO PERSONALIZZATO

  1. Tutela della qualità della vita della persona attraverso il potenziamento della capacità di prendersi cura di sé e della propria salute;
  2. Riduzione e contenimento dei comportamenti di abuso (se necessario anche attraverso il sostegno di terapie farmacologiche prescritte dai Servizi Pubblici e privati) attraverso l’acquisizione di una maggiore consapevolezza rispetto agli effetti e le conseguenze dell’alcol e delle sostanze d’abuso mediante anche l’incremento della capacità personale di monitorare il proprio comportamento in riferimento alle caratteristiche del contesto;
  3. Stabilizzazione della persona su uno stile di vita almeno parzialmente alternativo a quello problematico attraverso la costruzione, sperimentazione e messa in atto di competenze, capacità e risorse diverse da quelle usate in passato e attraverso il potenziamento della capacità di gestire il proprio comportamento in relazione a regole, norme e significati condivisi;
  4. Sperimentazione di rapporti interpersonali significativi attraverso cui sia possibile attivare processi di cambiamento rispetto all’immagine di sé e potenziare capacità di comunicazione, ascolto e auto-riflessione;
  5. Responsabilizzazione e autonomizzazione attraverso la  promozione di una crescente autonomia personale, relazionale, lavorativa e progettuale;
  6. Valutazione/verifica: da realizzarsi in itinere, ad ogni livello del percorso.
Associazione Aliseo. Gli obiettivi

Strumenti

L’intervento si avvale di alcuni strumenti, il cui utilizzo è deciso in funzione delle caratteristiche della persona, del momento particolare che questa sta attraversando e degli obiettivi che ci si pone:

Colloquio individuale

Può avere diverse finalità ed assume di conseguenza forme diverse: di ascolto, informativo e di primo orientamento, di analisi della domanda, anamnestico e diagnostico, di aggancio e di sostegno per un rafforzamento motivazionale, di controllo e gestione del sintomo e prevenzione della ricaduta.

Colloquio di coppia

Il problema dell’abuso e della dipendenza incide sempre in modo significativo sulla relazione di coppia, sia alimentando eventuali tensioni o carenze di autonomia reciproca sia amplificando conflitti non risolti. La prima richiesta d’aiuto spesso perviene dal partner: l’intervento si pone in tal caso il duplice obiettivo di agganciare e favorire la richiesta d’aiuto da parte del diretto interessato e dall’altra di sostenere la capacità del/della compagno/a nelle dinamiche della coppia complicate dall’abuso alcolico.

Colloquio familiare

Spesso i problemi di dipendenza si radicano in esigenze e bisogni di tipo affettivo relativi alle relazioni con le figure genitoriali/familiari. Frequentemente la richiesta d’aiuto perviene dalla famiglia soprattutto quando la persona che abusa è molto giovane, oppure di età adulta, ma vive ancora in famiglia. Sempre più spesso, la richiesta di aiuto arriva dai figli, preoccupati per l’abuso che i genitori anziani hanno sviluppato nei confronti dell’alcol. Risulta quindi utile un coinvolgimento del/dei famigliare/i sia per una lettura globale di quanto accade sia per un intervento più efficace. In sintesi, le finalità dell’intervento con i familiari sono: informazione, negoziazione di obiettivi, verifiche degli obiettivi definiti.

Gruppi terapeutici

L’Associazione promuove gruppi che si svolgono con cadenza settimanale e con la conduzione di due operatori qualificati. In questi anni sono stati attivati gruppi specifici  per persone alcoldipendenti e per genitori. Il gruppo si propone come obiettivi il potenziamento delle capacità di ascolto ed empatia attraverso il confronto, il rispecchiamento reciproco e la condivisione di un problema comune. L’esperienza di gruppo può permettere alle persone di sperimentare le proprie capacità relazionali e la possibilità di esser d’aiuto agli altri consentendo la ri/acquisizione di una maggiore autostima ed autoefficacia. Gli obiettivi riguardanti la remissione dalla sostanza consistono nel sostenere l’astinenza, rompere l’isolamento e prevenire la ricaduta. L’Associazione, inoltre, promuove laboratori di arte terapia al fine di favorire la conoscenza di se stessi e il miglioramento del proprio benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica di pensieri, vissuti ed emozioni. La produzione artistica e l’elaborazione non avvengono in solitudine, ma all’interno della relazione tra paziente e terapeuta e tra i vari ospiti, nella misura in cui la propria creazione viene osservata e discussa in gruppo. Il disegno, infatti, può rappresentare un canale alternativo alla parola.

Collaborazioni per intervento medico-farmacologico

Il problema dell’abuso e della dipendenza da alcol necessita molte volte anche di un intervento specialistico di tipo medico. L’Associazione Aliseo rispetto a questa esigenza si avvale della collaborazione di servizi pubblici (Ser.T e Servizi di Alcologia) e di strutture ospedaliere e Case di Cura.

Modelli teorici

L’AMBULATORIO dell’Aliseo utilizza, nel trattamento dell’alcoldipendenza, un Approccio Bio – Psico – Sociale  che, nella concezione clinica, significa predisporsi a conoscere nel modo più approfondito possibile il soggetto nella sua complessità e predisporre interventi che trovino senso per il suo funzionamento complessivo.

Per definire l’alcolismo occorre far riferimento ad un modello multifattoriale capace di prendere in considerazione fattori genetici, processi neurofisiologici e biochimici, eventi di vita stressanti e contesti sociali e culturali quindi l’alcolismo è considerato l’aspetto visibile di un disagio fisico, psichico e sociale i cui confini vengono delineati all’interno di una struttura culturale.

La scelta di un approccio integrato alla complessità dell’utente rende necessario operare attraverso un gruppo di lavoro multidisciplinare che sia in grado di amalgamare un intervento educativo-pedagogico con un intervento più  introspettivo-psicoterapeutico.

APPROCCIO MOTIVAZIONALE

Fa riferimento al modello Transteorico di cambiamento di Prochaska e di Di Clemente che enfatizza la natura dinamica del comportamento, il ruolo del tempo e una valutazione costi benefici.

Secondo la teoria motivazionale vi sarebbero diversi stadi che compongono il processo di cambiamento: lo stadio precontemplativo, la persona non considera neppure la possibilità di cambiare; il contemplativo, incomincia ad emergere una consapevolezza parziale del problema e la persona si trova in forte ambivalenza; lo stadio della determinazione, che gli autori definiscono “una finestra di opportunità” in cui la persona valuta la strada migliore per raggiungere il cambiamento; lo stadio dell’azione, in cui si agiscono i primi passi verso l’obiettivo; il mantenimento, è lo stadio in cui bisogna sostenere il cambiamento attraverso l’attuazione di abilità e strategie volte al mantenimento dell’astinenza ed infine la ricaduta, che può far parte del processo di cambiamento, ma che non ne implica il fallimento.
Questo modello fa riferimento più in generale ad una prospettiva che mira a promuovere la salute e prevenire possibili comportamenti a rischio, andando ad implementare e fortificare quelle capacità e risorse che favoriscono comportamenti maggiormente sani ed adattivi. L’obiettivo che ci si prefigge è quello di aumentare i “fattori di protezione”, quella che viene chiamata resilienza (forza d’animo), termine con cui si indica la capacità di flessibilità, adattamento e resistenza a situazioni di ansia e stress e che si configura come risultato dell’interazione tra risorse individuali (autoefficacia) e aspetti contestuali (rinforzo positivo e negativo).
L’intervento dell’Aliseo utilizza tale modello per aiutare le persone con problemi di dipendenza alcolica ad acquisire e costruire dentro di sé una motivazione al cambiamento, lavorando quindi sull’astinenza o, in alcuni casi, sulla riduzione del danno.

Approccio Psicodinamico

L’orientamento psicodinamico è utilizzato nei termini di un’ esplorazione delle cause e delle motivazioni inconsce che sono alla  base dei comportamenti di abuso e che sono direttamente correlati alla propria storia psichica, così come si è evoluta nel corso della vita, in relazione al contesto familiare e sociale. Elaborando il ruolo assunto dalla sostanza nella propria vita, attraverso ciò che è definita un’analisi funzionale dell’alcolsi può aumentare la comprensione di sé e di conseguenza promuovere un processo di cambiamento. Il percorso terapeutico si propone più finalità: da una parte raggiungere e mantenere l’astinenza, dall’altra migliorare e accrescere il benessere e la qualità della vita attraverso l’aumento dell’autostima e della sicurezza in sé stessi, l’accrescimento della consapevolezza delle proprie risorse e limiti, lo  sviluppo dell’assertività, la  gestione delle emozioni proprie e altrui, il miglioramento della capacità di comunicare e relazionarsi in modo positivo ed efficace con gli altri, etc.

Approccio Cognitivo Comportamentale

Nei disturbi da abuso di sostanze, compreso l’alcolismo, diversi studi hanno dimostrato che la terapia cognitivo comportamentale può essere considerata un approccio valido ed efficace  sia nel raggiungimento iniziale  dell’astinenza che nel cambiamento a lungo termine.

Secondo la TCC le emozioni ed i comportamenti delle persone sono influenzati dalla percezione degli eventi che li circondano, ossia, non è la situazione in sé a determinare direttamente ciò che le persone provano, ma  è il modo in cui esse interpretano certe esperienze. Alcuni assunti base possono essere così riassunti:

    • Il comportamento umano è frutto di un apprendimento;
    • Occorre lavorare su un “disapprendimento” utilizzando gli stessi meccanismi con cui il paziente ha imparato ad usare le sostanze;
    • Un trattamento adeguato deve passare attraverso un assessment (valutazione) adeguato (individuale e sociale);
    • La pratica è una componente centrale ed essenziale del trattamento(solo così i pazienti possono capire se le nuove abilità funzionano o meno);

Gli obiettivi della TCC sono:

    • Riconoscere il craving (desiderio di bere);
    • Prevenire eventuali ricadute;
    • Sperimentare nuove tecniche di fronteggiamento;
    • Facilitare l’esplicitazione delle ricadute;
    • Sensibilizzare i famigliari al tema della ricadute tramite un approccio psico-educazionale;

Approccio Sistemico Relazionale

L’importanza del coinvolgimento della famiglia nel trattamento dell’alcolista  ha radici riconosciute e note. La famiglia è intesa come un sistema composto da persone in relazione tra loro e in cui il cambiamento in un punto del sistema, provoca  cambiamenti in tutti gli altri punti e nel sistema nel suo insieme. La famiglia è considerata un sistema relazionale in equilibrio tra la tendenza alla stabilità e la tendenza al cambiamento. Le famiglie funzionali o disfunzionali sono allineate lungo un continuum, la famiglia non è un costrutto statico, ma in continuo cambiamento, deve cioè avere la capacità di adattarsi ai cambiamenti e di creare nuove modalità relazionali nelle varie fasi di evoluzione.
Il percorso terapeutico non può quindi prescindere dall’affrontare la tematica delle relazioni che l’utente ha relativamente al suo sistema familiare di origine e a quello costituito. Partendo da tale assunto, i percorsi terapeutici dell’associazione possono vedere coinvolti i famigliari delle persone alcoldipendenti  (in base agli obiettivi e ai bisogni concordati con la persona alcolista nel trattamento terapeutico).

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Nextoyou è un progetto dedicato ai giovani

Aliseo è Next to you

Obiettivi principali: favorire una corretta informazione sui rischi del consumo di alcol e aiutare i ragazzi in caso di bisogno attraverso interventi psicoeducativi e di trattamento terapeutico in presenza e online.