Plurale femminile
Cronicità Invisibile — Supporto alle persone con Disturbo da Uso di Alcol e alle loro famiglie
Un progetto realizzato con il sostegno di
Le premesse
Il progetto Plurale Femminile, cofinanziato dai fondi 8×1000 della Chiesa Valdese, nasce nell’ambito delle attività dell’ambulatorio di alcologia di Aliseo ETS, operativo ininterrottamente dal 1987. Nel tempo, l’ambulatorio ha consolidato competenze e metodologie di intervento, sviluppando un lavoro integrato con i servizi pubblici e la rete territoriale.
Gli interventi — che hanno preso avvio a gennaio 2026 — sono rivolti a donne italiane e straniere con problematiche alcol-correlate in condizioni di disagio sociale e con una situazione lavorativa precaria, a donne con familiari alcoldipendenti che vivono le stesse fragilità, e a donne alcoldipendenti over 50.
Il contesto in cui il progetto si inserisce è quello di una crescente difficoltà di accesso ai servizi pubblici di alcologia: lunghe liste di attesa per il primo colloquio, percorsi riabilitativi frammentati, a fronte di un aumento significativo delle richieste. I dati raccolti dal nostro ambulatorio nel corso del 2024 fotografano con precisione questo bisogno.
Richieste ricevute nel 2024
Persone seguite
%
Utenti senza occupazione al momento della presa in carico
A chi si rivolge il progetto
Il progetto ha due destinatari principali.
Le persone con DUA in fase di cronicità o post-acuzie, che necessitano di un supporto continuativo per prevenire le ricadute, ricostruire le proprie competenze di vita quotidiana e mantenere l’aderenza ai trattamenti.
I familiari e i caregiver, spesso definiti “pazienti ombra”: convivono con la patologia di un altro, accumulando stress cronico, isolamento e un senso di impotenza che raramente trova spazio di ascolto. Anche loro hanno bisogno di cura.
In modo indiretto, il progetto si rivolge anche alla comunità locale, con azioni di sensibilizzazione volte a ridurre lo stigma e favorire l’emersione precoce del bisogno.
Supporto alle persone con DUA
L’ambulatorio Aliseo offre uno spazio di accoglienza a libero accesso, pensato per chi vive ancora una fase di ambivalenza o non sa ancora come chiedere aiuto. Da lì si costruisce un percorso su misura.
I colloqui di supporto psicologico lavorano sulla ricostruzione dell’identità e sulla motivazione al cambiamento. Il supporto educativo affronta invece le sfide concrete della quotidianità: gestione del tempo, delle relazioni, degli stimoli che possono innescare una ricaduta.
Per chi è più fragile o isolato, gli operatori escono dall’ambulatorio: le visite domiciliari e gli accompagnamenti sanitari sono atti di mediazione — tra la persona e i suoi curanti, tra il bisogno e la risposta.
La cura di chi cura
Il familiare di una persona alcoldipendente porta spesso un peso invisibile: anni di stress, conflitti, senso di colpa, paura di sbagliare. Il progetto dedica a queste persone uno spazio proprio.
I colloqui individuali aiutano a elaborare il vissuto della convivenza con la cronicità e a capire la differenza tra un aiuto efficace e la codipendenza. I gruppi psicoeducazionali offrono informazioni sulle patologie correlate e sulle dinamiche della ricaduta. I gruppi di Mindfulness (MBSR) forniscono strumenti concreti per gestire l’ansia, migliorare il benessere emotivo e sostenere nel lungo periodo la tenuta del nucleo familiare.
Rompere il silenzio, ridurre lo stigma
L’alcoldipendenza è ancora avvolta da un giudizio morale che ritarda la richiesta di aiuto e alimenta l’isolamento. Il progetto lavora per cambiare questo.
Sul territorio torinese organizziamo eventi aperti alla cittadinanza per raccontare il DUA come patologia cronica, non come debolezza di carattere. Con i giovani — in collaborazione con scuole superiori, l’Università di Torino e realtà del territorio come la Comunità Cascina Nuova di Roletto — attiviamo laboratori esperienziali per promuovere consapevolezza e stili di vita sani. Sui canali social conduciamo campagne informative rivolte agli adulti, per intercettare il bisogno prima che si cronicizzi nell’invisibilità.
L’impatto che vogliamo generare
Ogni intervento è progettato per produrre un cambiamento misurabile.
- A livello individuale: maggiore consapevolezza di malattia e migliore aderenza ai trattamenti.
- A livello familiare: riduzione del carico percepito e miglioramento del clima relazionale.
- A livello di rete: un modello di integrazione tra privato sociale e servizi pubblici (ASL, ospedali) che possa essere replicato altrove.
- A livello culturale: un territorio più capace di accogliere, meno incline a escludere.
Vuoi saperne di più o hai bisogno di supporto?
L’ambulatorio di alcologia di Aliseo ETS è aperto a chi cerca aiuto per sé o per un familiare. Il primo contatto è libero e riservato.
