Chemsex e alcol: cos’è, quali sono i rischi e quando chiedere aiuto

Sostanze, sessualità e salute: comprendere un fenomeno complesso per promuovere informazione, prevenzione e accesso ai servizi

In breve

  • Il chemsex è l’uso intenzionale di sostanze psicoattive prima o durante l’attività sessuale.
  • L’alcol è quasi sempre sottovalutato: insieme a GHB/GBL può portare a perdita di coscienza e arresto respiratorio.
  • Se durante una sessione una persona perde conoscenza, chiama subito il 112.
  • Per chiedere aiuto: SerD, centri per la salute sessuale, Numero Verde Dipendenze 800 94 07 89.

Negli ultimi anni il termine chemsex è entrato sempre più spesso nel dibattito pubblico, ma continua a essere un fenomeno poco conosciuto e spesso raccontato attraverso stereotipi o rappresentazioni sensazionalistiche.

Comprendere che cos’è il chemsex, perché alcune persone lo praticano e quali possono essere i rischi associati è fondamentale per sviluppare interventi efficaci di prevenzione e promuovere una corretta informazione sulla salute sessuale e sulle dipendenze.

Parlare di chemsex significa infatti affrontare un tema che coinvolge diversi aspetti: consumo di sostanze, salute sessuale, benessere psicologico, relazioni e accesso ai servizi di cura. In questo articolo dedichiamo uno spazio specifico al ruolo dell’alcol nel chemsex, spesso presente in queste situazioni, ma quasi sempre trascurato quando si parla del fenomeno.

Definizione di chemsex

Che cos’è il chemsex

Con il termine chemsex — dall’unione delle parole inglesi chemical e sex, talvolta reso in italiano come sesso chimico — si indica l’uso intenzionale di sostanze psicoattive prima o durante l’attività sessuale con l’obiettivo di modificare l’esperienza vissuta.

Il termine è stato introdotto nei primi anni Duemila da David Stuart, operatore di una clinica di salute sessuale londinese, per descrivere una pratica osservata all’interno della comunità gay della città.

Le sostanze possono essere utilizzate per aumentare la disinibizione, intensificare le sensazioni, prolungare la durata dei rapporti sessuali, ridurre l’ansia o affrontare situazioni percepite come difficili dal punto di vista emotivo o relazionale.

Il fenomeno è stato descritto inizialmente soprattutto tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), ma non è esclusivo di questa popolazione. Per questo motivo oggi viene considerato un tema di salute pubblica che richiede un approccio integrato tra prevenzione, salute sessuale e interventi sulle dipendenze.

Quanto è diffuso il chemsex in Italia: cosa dicono i dati

Il chemsex è un fenomeno complesso da quantificare con precisione. In Italia non sono disponibili dati epidemiologici nazionali che permettano di stimarne la diffusione nella popolazione generale.

La raccolta delle informazioni è resa più difficile anche dallo stigma che può accompagnare il tema: la paura del giudizio può portare alcune persone a non rivolgersi ai servizi o a non raccontare le proprie esperienze.

Gli studi disponibili mostrano tuttavia che il fenomeno è presente anche nel nostro Paese. Una ricerca italiana pubblicata nel 2020 ha analizzato le esperienze di 30 uomini che praticavano chemsex, evidenziando come il consumo fosse associato alla ricerca di maggiore intensità dell’esperienza sessuale, disinibizione e prolungamento dei rapporti. Lo studio ha inoltre evidenziato la necessità di interventi specifici di prevenzione e riduzione del danno.

A livello europeo, lo studio multicentrico Chems4EU, realizzato su persone con HIV che accedevano ai servizi sanitari in quattro Paesi europei, tra cui l’Italia, ha analizzato la frequenza del fenomeno e le possibili conseguenze sulla salute.

È importante sottolineare che questi dati riguardano gruppi specifici e non rappresentano la popolazione generale: non permettono quindi di stabilire quanto il fenomeno sia diffuso complessivamente, ma aiutano a comprenderne caratteristiche e bisogni di prevenzione.

Quali sostanze sono coinvolte

Tra le sostanze più frequentemente associate al chemsex troviamo metanfetamina, mefedrone e GHB/GBL. Possono essere coinvolte anche ketamina, cocaina, MDMA e popper, oltre all’alcol, che può contribuire ad aumentare i rischi quando viene assunto insieme ad altre sostanze.

Il GHB/GBL è la sostanza più spesso conosciuta con l’espressione «droga dello stupro», perché è in forma liquida, incolore e inodore e può essere aggiunta in una bevanda a insaputa di chi la beve. Nel contesto del chemsex, però, l’assunzione è di norma volontaria: si tratta di due situazioni diverse, che è importante non confondere. Questo non rende il GHB/GBL meno problematico sul piano del consenso, perché i suoi effetti su coscienza e memoria possono comprometterlo anche quando la persona ha scelto di assumerlo.

Gli effetti e i rischi dipendono dalla sostanza utilizzata, dalle quantità, dalle modalità di consumo e dalle caratteristiche personali della persona.

In generale le sostanze utilizzate nel chemsex agiscono sul sistema nervoso centrale modificando la percezione del piacere, delle emozioni e del comportamento. Possono aumentare il senso di euforia, ridurre temporaneamente le inibizioni e modificare la percezione del rischio.

Questi effetti possono contribuire a vivere l’esperienza sessuale in modo diverso, ma possono anche aumentare la probabilità di assumere comportamenti rischiosi. Un elemento spesso sottovalutato è il policonsumo, cioè l’assunzione di più sostanze nella stessa sessione: le interazioni fra sostanze possono amplificare gli effetti in modo imprevedibile.

Alcol e chemsex: un’associazione sottovalutata

L’alcol è spesso presente in queste situazioni, ma viene percepito come meno pericoloso delle altre sostanze perché è legale e facilmente disponibile.

Come l’alcol agisce su inibizioni, giudizio e consenso

L’alcol agisce sul sistema nervoso centrale riducendo le inibizioni, alterando il giudizio e diminuendo la percezione del rischio. Questi effetti possono favorire comportamenti impulsivi, rendere più difficile valutare le conseguenze delle proprie scelte e ridurre la capacità di esprimere o riconoscere un consenso libero e consapevole.

Alcol e GHB/GBL: una combinazione particolarmente pericolosa

Quando l’alcol viene associato ad altre sostanze utilizzate nel chemsex, i rischi possono aumentare significativamente. Alcune combinazioni possono potenziare la depressione del sistema nervoso centrale, aumentando il rischio di perdita di coscienza, depressione respiratoria, overdose e altre complicanze mediche.

Anche quantità considerate modeste di alcol possono modificare gli effetti del GHB/GBL.

Bere durante un rapporto sessuale non è chemsex

È importante sottolineare che il consumo di alcol durante un rapporto sessuale non equivale al chemsex. Tuttavia, conoscere gli effetti dell’alcol e i rischi legati al suo utilizzo insieme ad altre sostanze rappresenta un elemento fondamentale di prevenzione, anche perché l’alcol è in Italia la sostanza psicoattiva più diffusa.

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Overdose ed emergenze: cosa fare

Il rischio di overdose può aumentare quando vengono associate più sostanze ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale, come GHB/GBL, alcol e benzodiazepine. Incidono anche la durata prolungata delle sessioni, con privazione di sonno e disidratazione, e la difficoltà di dosare sostanze dal contenuto reale sconosciuto.

Una perdita di coscienza durante una sessione non va mai interpretata come sonno. In caso di respirazione irregolare, cianosi, vomito in stato di incoscienza o impossibilità di risvegliare la persona è necessario chiamare immediatamente il 112.

La paura di conseguenze legali è uno dei motivi per cui i soccorsi vengono chiamati in ritardo, ma ricorda! L’intervento sanitario ha come unica finalità la tutela della salute della persona.

I rischi per la salute fisica

Tra le possibili conseguenze troviamo:

  • intossicazioni acute;
  • perdita di coscienza;
  • overdose;
  • complicanze cardiovascolari;
  • disidratazione;
  • affaticamento fisico;
  • aumento del rischio di infezioni sessualmente trasmissibili.

La riduzione delle inibizioni può inoltre favorire rapporti sessuali non protetti, aumentando il rischio di trasmissione di HIV, sifilide, gonorrea, clamidia ed epatiti virali.

Le sessioni di chemsex possono durare molte ore o anche più a lungo, aumentando il rischio legato alla mancanza di sonno, alla disidratazione e all’esaurimento fisico.

I rischi psicologici

Sul piano psicologico possono comparire:

  • difficoltà a controllare il consumo;
  • forte desiderio della sostanza (craving);
  • ansia o alterazioni dell’umore;
  • isolamento sociale;
  • difficoltà relazionali;
  • percezione di non riuscire più a vivere la sessualità senza sostanze.

Con l’uso ripetuto, il cervello può associare progressivamente il piacere sessuale agli effetti delle sostanze. Questo meccanismo può favorire lo sviluppo di dipendenza e rendere più difficile vivere la sessualità senza il supporto della sostanza.

Chemsex-rischi-e-danni

Quando è importante chiedere aiuto?

È utile rivolgersi a professionisti quando:

  • il consumo diventa sempre più frequente;
  • aumentano quantità o durata delle sessioni;
  • si verificano episodi di perdita di controllo;
  • il consumo interferisce con relazioni, lavoro o benessere personale;
  • si avverte difficoltà a vivere la sessualità senza l’utilizzo di sostanze.

Chiedere aiuto permette di comprendere meglio ciò che sta accadendo e individuare il percorso più adeguato, attraverso interventi personalizzati che considerino aspetti medici, psicologici e relazionali. Non è necessario aver raggiunto una situazione critica: un colloquio informativo è già un primo passo utile.

A chi rivolgersi

In Italia è possibile rivolgersi gratuitamente e in forma riservata a:

Se l’alcol è una componente della situazione che stai vivendo, o se riconosci i segnali di un disturbo da uso di alcol, puoi contattare il Servizio di Accoglienza di Aliseo per un primo colloquio, senza impegno e senza giudizio.

Punti salienti

Che cosa significa chemsex?

Il termine unisce le parole inglesi chemical e sex e indica l’uso intenzionale di sostanze psicoattive prima o durante l’attività sessuale, con l’obiettivo di modificare l’esperienza vissuta.

L'alcol è pericoloso se associato alle sostanze del chemsex?

Sì. L’alcol ha un effetto depressivo sul sistema nervoso centrale e la sua combinazione con altre sostanze può aumentare il rischio di perdita di coscienza, depressione respiratoria e overdose. L’associazione con GHB/GBL è particolarmente pericolosa: anche quantità modeste di alcol possono modificarne gli effetti.

Che cos'è il GHB?

Il GHB, e il GBL che nell’organismo si trasforma in GHB, è una sostanza con effetto depressivo sul sistema nervoso centrale. È nota anche come «droga dello stupro» perché incolore e inodore, ma nel chemsex viene assunta volontariamente. Il margine tra la dose ricercata e quella pericolosa è ridotto, e l’alcol lo riduce ulteriormente.

Che cosa fare se una persona perde conoscenza?

È necessario chiamare immediatamente il 112. Una perdita di coscienza non va mai interpretata come sonno, soprattutto in presenza di respirazione irregolare, cianosi o vomito. L’intervento sanitario ha come unica finalità la tutela della salute della persona.

A chi ci si può rivolgere per chiedere aiuto?

È possibile rivolgersi ai SerD delle ASL, ai centri per la salute sessuale e alle associazioni del terzo settore che si occupano di dipendenze. L’Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione il Numero Verde Nazionale Unico Dipendenze 800 94 07 89.

L’accesso a questi servizi è gratuito e anonimo.

Fonti scientifiche e approfondimenti

  • Nimbi F.M., Rosati F., Esposito R.M., Stuart D., Simonelli C., Tambelli R. (2020). Chemsex in Italy: Experiences of Men Who Have Sex With Men Consuming Illicit Drugs to Enhance and Prolong Their Sexual Activity. The Journal of Sexual Medicine, 17(10), 1875-1884. DOI
  • Nimbi F.M., Rosati F., Esposito R.M. et al. Sexual Experiences in Chemsex: Response, Motivations, and Sober Sex in a Group of Italian Men Who Have Sex With Men. The Journal of Sexual Medicine.
  • Whitlock G.G., Protopapas K., Bernardino J.I. et al. (2021). Chems4EU: chemsex use and its impacts across four European countries in HIV-positive men who have sex with men attending HIV services. HIV Medicine, 22(10), 944-957. DOI
  • Istituto Superiore di Sanità — Sistemi di sorveglianza sentinella delle infezioni sessualmente trasmesse.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una consulenza medica o psicologica professionale.
Ultimo aggiornamento: agosto 2026. A cura del team Aliseo.