Bibliografia ragionata

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

In questa pagina viene presentata una bibliografia sull’alcol ragionata, suddivisa per aree tematiche, con approfondimento per singolo testo. Aggiornata a maggio 2012 – a cura di Elisabetta Bosio e Marina Villone. I materiali (libri, articoli di riviste e documentazione grigia), elencati in ordine decrescente per anno di pubblicazione, sono disponibili presso la Biblioteca del Centro Studi, Documentazione e Ricerche del Gruppo Abele.

I percorsi tematici proposti sono i seguenti: Dati di contesto, Studi epidemiologici, Alcol e società, Abuso – Dipendenza – Trattamento, Prevenzione – Politiche sociali, Alcool e giovani, Alcool e immigrati, Alcool e donna, Alcool e lavoro, Video.

Dati di contesto
  • World Health Organization
    Global Status Report On Alcohol and Health 2011
    World Health Organization, Ginevra, 2011, pp. 85
    www.who.int/substance_abuse/publications/global_alcohol_report/en/
    Il rapporto, in formato pdf, è stato redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e analizza i dati disponibili sul consumo di alcol, le sue conseguenze e gli interventi politici a livello mondiale, nazionale e regionale in oltre 100 Paesi. Il primo capitolo è dedicato al consumo di alcol (quantità, cambiamento nelle modalità, giovani): il secondo capitolo è dedicato alle conseguenze (sulla salute, sulla società); il terzo alle politiche di prevenzione e agli interventi (sulla pubblicità degli alcolici, sui pericoli della guida di veicoli). In Appendice i dati sui diversi paesi del mondo e i metodi di rilevazione.
    Collocazione Centro Studi: W0006
  • Edited by Peter Anderson, Lars Møller and Gauden Galea
    Alcohol in the European Union. Consumption, harm and policy approaches
    World Health Organization Regional Office for Europe, Copenhagen, 2012, pp. 161
    www.drugsandalcohol.ie/17242/1/Alcohol-in-the-European-Union-2012.pdf
    L’alcol è una delle tre principali aree di attenzione nell’ambito della salute pubblica. Anche se soltanto metà della popolazione mondiale beve alcolici, l’alcol rappresenta la terza causa di malattia e morte prematura, dopo la nascita sotto peso e i comportamenti sessuali a rischio, e precede il tabacco. In Europa, l’alcol è inoltre il terzo fattore di rischio di cattiva salute e mortalità, dopo il tabacco e la pressione alta. Questo Rapporto presenta la più recente rassegna della letteratura in tema di politiche efficaci, e include i dati su consumo di alcol, danni e orientamenti politici relativi a Unione europea, Norvegia e Svizzera. Tali dati sono il risultato di un’indagine condotta nel 2011.
    Collocazione Centro Studi: W0018
  • Istat
    L’uso e l’abuso di alcol in Italia. Anno 2010
    Istat, Roma, 2011, pp. 11
    www.istat.it
    Secondo il Rapporto, negli ultimi 10 anni tra i giovani sono aumentati i consumatori occasionali, quelli che bevono fuori pasto e di chi consuma altri alcolici oltre a vino e birra, mentre si sono ridotti i consumatori giornalieri e quelli che bevono solo vino e birra. Nel complesso i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato), binge drinking (sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) e consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano 8 milioni e 624 mila persone, il 16,1% della popolazione di 11 anni e più. Tale quota è stabile nel tempo. La popolazione più a rischio di consumo non moderato è quella anziana, mentre la popolazione più a rischio di binge drinking è quella giovanile (18-24 anni): si tratta di 698 mila persone (il 16,6% dei giovani) con un rapporto tra maschi e femmine pari a tre.
    Collocazione Centro Studi: H2113

  • Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze – Regione Piemonte
    Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte. Bollettino 2011
    OED Piemonte, Torino, 2011, pp. 54
    http://www.oed.piemonte.it/pubblicazioni.htm
    Questo rapporto è così articolato: 1) Il consumo di alcol: informazioni dal sistema di sorveglianza PASSI e PASSI D’ARGENTO; 2) ESPAD: consumi nella popolazione studentesca 3) Utenti dei Dipartimenti per le Dipendenze; 4) Carcere; 5) Ricoveri per abuso e dipendenza da alcol e per patologie alcol correlate; 6) Mortalità per malattie alcol correlate; 7) Alcologia: personale; 8) Materiali e metodi.
Studi epidemiologici
  • Ilana Crome ; Working Group of the Royal College of Psychiatrists
    Our invisible addicts. First Report of the Older Persons’ Substance Misuse
    The Royal College of Psychiatrists, London, 2011, pp. 62
    www.rcpsych.ac.uk/default.aspx?page=9506
    Sia l’alcol che le droghe illegali sono fra i dieci maggiori fattori di rischio di mortalità e stati patologici in Europa, e l’abuso di sostanze da parte delle persone più avanti nell’età sta diventando sempre più un problema di sanità pubblica. Si prevede che nel Regno Unito, nel periodo compreso fra il 2001 e il 2031, ci sarà un aumento del 50% nel numero di consumatori di età più avanzata. Fra il 1990 e il 2006 è anche aumentata la percentuale di uomini e donne che bevono oltrepassando i limiti settimanali raccomandati, con una crescita del 60% per gli uomini e del 100% per le donne. Dato il probabile impatto di questi due fattori sulla salute e i servizi di assistenza sociale, c’è ora l’urgente necessità di affrontare l’abuso di sostanze nelle persone più anziane. Questa relazione ha riunito un gruppo di esperti del tema, il cui compito è stato quello di sviluppare la conoscenza di base esistente, in base ai seguenti termini di riferimento: – esaminare la natura e la portata dell’abuso di sostanze nelle persone più anziane; – identificare le cause scatenanti e le complicazioni; – mettere in luce e orientare verso le pratiche migliori; – esplorare le possibilità di formazione; – sviluppare una strategia per il futuro, che comprenda fornitura e sviluppo di servizi clinici, formazione e istruzione, ricerca e politica.
    Collocazione Centro Studi: W0013

 

  • Silvia Ghirini … [et al.]
    Lo stato di salute degli italiani in relazione al consumo di alcol
    In Alcologia, n. 5 ( 2009), pp. 40-46.
    Premesso che il monitoraggio delle modalità di assunzione, della quantità e della tipologia di bevande alcoliche rappresenta il più importante strumento da utilizzare per la prevenzione e il contrasto dei possibili danni, causa di morbilità e/o mortalità nella popolazione italiana, si evidenzia che nel 2007 è stato approvato il” Piano Nazionale Alcol e Salute”, che recepisce obiettivi, strategie e azioni sanitarie proposte dal Piano Europeo dell’ OMS per la prevenzione e riduzione della mortalità alcol-correlata nel nostro paese. Vengono riportate alcune tabelle, indicanti la prevalenza di consumatori di alcolici per sesso tra il 2003-2007, i consumatori a rischio 11-18enni per sesso e regione di residenza, una analoga relativa ai 19-64enni e ai >64enni nell’anno 2007. Nell’ambito delle indicazioni per la programmazione degli interventi, viene riportata una tabella relativa alla distribuzione regionale dei tassi di ospedalizzazione dal 2000 al 2005 per diagnosi totalmente alcol-attribuibili. Si rileva infine l’opportunità di organizzare, come previsto in alcune regioni quali la Toscana, nuovi Dipartimenti delle Dipendenze o di Promozione della Salute, evitando attribuzioni esclusive ai Servizi Territoriali (SerT), già in affanno.

 

  • Department of Mental Health and Substance Abuse, Department of Injuries and Violence Prevention
    WHO Collaborative Study on Alcohol and Injuries: Final Report
    World Health Organisation, Ginevra, 2007, pp.77
    Lo studio, effettuato attraverso i dati forniti dai reparti di Pronto Soccorso e Pronto Intervento di paesi di tutto il mondo, rileva il ruolo determinante dell’abuso delle sostanze alcoliche nella quantità e nella gravità degli incidenti degli ultimi anni. Un significante numero di incidenti stradali, suicidi e violenze sono l’effetto di un utilizzo incontrollato di queste sostanze. Uno strumento efficace di prevenzione del problema può essere una sistematica rilevazione dei dati per individuarne la natura e la portata, identificando e studiando i fattori di rischio e stabilendo adeguate politiche sociali. La ricerca è indirizzata ad organizzazioni che si occupano di politiche di prevenzione per la salute dei cittadini, i responsabili del pronto intervento e del pronto soccorso e per studiosi e ricercatori nel settore.
    Collocazione Centro Studi: G0507

 

  • Emanuele Scafato … [et al.]
    Il rischio alcol – correlato in Italia: definizione e indicatori.
    In Alcologia : rivista quadrimestrale pubblicata con il patrocinio della Società Italiana di Alcologia, n. 1 (feb. 2008), pp. 23-42
    L’articolo presenta l’attività condotta dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, orientata all’individuazione di nuovi indicatori e nuove metodologie di elaborazione – a partire dai dati delle indagini Multiscopo dell’Istat – per consentire, in termini di salute pubblica, una migliore capacità di monitorare nel tempo fenomeni che gli indicatori originali Istat rilevano solo parzialmente. In questa sede si è voluto individuare i consumatori di bevande alcoliche a rischio, gli individui per i quali risultano maggiori le possibilità di danni alla salute e per i quali possono verificarsi significative riduzioni dei livelli di sicurezza individuale e collettiva. Ne emerge che la frequenza del bere a rischio in Italia è un fenomeno da non sottovalutare e si necessita, accanto al miglioramento dei sistemi di valutazione e monitoraggio, l’attivazione sistemica di iniziative di formazione per il personale sanitario relativamente all’uso di strumenti di identificazione precoce e di intervento breve, da applicare alla pratica quotidiana dai medici afferenti a tutti i contesti di prevenzione primaria.

  • Emanuele Scafato
    Alcol: la nuova addiction
    In Alcologia : rivista quadrimestrale pubblicata con il patrocinio della Società Italiana di Alcologia, n. 10 (lug. 2011), pp. 55-57
    L’alcol è il terzo fattore di rischio nel mondo per morti premature e disabilità, il secondo in Europa. In Italia rilevanti cambiamenti nei modelli di consumo alcolico rispetto agli stili e ai modelli tradizionali fanno rilevare nuove tendenze epidemiologiche, connesse a fenomeni di consumi a rischio e di intossicazione alcolica, che stanno contribuendo a connotare l’alcol come sostanza principe e come paradigma di una rinnovata, emergente concezione e cultura di addiction.
Alcol e società
  • A cura di Franco Prina
    Glossario Italiano di Alcologia
    Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol, Roma, 2011, pp. 45
    Il glossario raccoglie e definisce un insieme di termini che hanno attinenza con i molteplici aspetti correlati all’alcol e ai rapporti tra individui (e culture collettiva) e bevande alcoliche, sotto il profilo sanitario, psicologico, antropologico, sociale, economico, giuridico, politico. Le definizioni sono state pensate come uno strumento a disposizione di chi, soprattutto nei mezzi di comunicazione, scrive di alcol, di consumi, e di problemi correlati, affinchè ne possa scrivere con proprietà, senza imprecisioni terminologiche o generalizzazioni improprie.
    Collocazione Centro Studi: 15425

  • Katherine T. Everly, Eva M. Cosell (eds.)
    Social drinking: uses, abuses and psychological factors
    Nova Science Publishers, New York, 2010, pp. 340
    Per “social drinking”, il bere sociale, si intende il consumo occasionale di alcol in situazioni di socialità, senza l’intenzione di ubriacarsi. Questo comportamento gioca un ruolo importante, per esempio, nell’ambito degli appuntamenti di coppia e nel matrimonio: offrire un drink a qualcuno in un bar per single significa che si è interessati a quella persona e si desidera iniziare almeno una conversazione. Inoltre, le cattive notizie spesso richiedono qualche bevuta, ma anche le buone vengono festeggiate con qualche bicchiere di alcolici, e offrire da bere è anche un modo per sancire la fine di un disaccordo. Questo libro raccoglie le più recenti ricerche sul bere sociale e affronta diversi argomenti, tra i quali il consumo di alcol in gravidanza, l’influenza sociale sul consumo da parte degli adolescenti, le strategie comportamentali per ridurre il consumo a rischio tra gli studenti in college, e molto altro ancora. Il volume è accessibile in sola consultazione, non è ammesso il prestito.
    Collocazione Centro Studi: 14968

  • Stanton Peele
    Alcohol as evil. Temperance and policy
    In Addiction Research & Theory, n. 4 (ago. 2010), pp. 374-382
    Il consumo di alcol ha inciso orme indelebili diverse da cultura a cultura. La ricerca sul campo mostra in verità che il modo in cui una cultura vede ed apprezza l’alcol influenza la probabilità delle persone di diventarne dipendenti. In questo contesto, gli Stati Uniti e altre nazioni protestanti di lingua inglese, in particolare quelle nordiche, sono caratterizzati da un intenso “binge drinking” – sia pure all’interno di un consumo generale basso – e questo conduce a problemi sia sociali che sanitari (compresi i livelli più alti di mortalità riconducibile all’alcol). Allo stesso tempo sono proprio queste nazioni che propongono politiche di controllo sull’alcol a livello mondiale e le sostengono con una ricerca epidemiologica avanzata. Ironicamente, questa stessa ricerca ha dimostrato quanto sono singolari i modelli di consumo delle culture della temperanza, particolarmente in contrasto con quelli del Sud Europa.

 

  • A cura di Franca Beccaria
    Alcol e generazioni. Cambiamenti di stile e stili in cambiamento in Italia e Finlandia
    Carocci, Roma, 2010, pp. 247
    Il libro analizza gli stili di consumo alcolici in Italia e Finlandia, due paesi che sono stati a lungo citati come esempi di nazioni che presentano modelli di consumo alcolici contrapposti, per capire se questa contrapposizione è tuttora valida. L’obiettivo è esplorare le differenze dei modelli di consumo, studiando – in ciascuno dei due Paesi – quattro generazioni di uomini e donne. Vengono descritti i cambiamenti avvenuti in ciascun Paese e si evidenzia, nel confronto, il persistere di differenze e l’emergere di similitudini. La ricerca italiana è stata finanziata dall’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol di Roma. Al volume è allegato un Cd-Rom contenente la versione del testo in lingua inglese (coll. CD222).
    Collocazione Centro Studi: 14955

 

  • Forum Droghe, CNCA
    Nuovi consumi di una droga antica. Consumo di alcol: letture sociali, approcci teorici e interventi a confronto
    Fuoriluogo, 2010, pp. 56
    www.fuoriluogo.it/documenti/scuolaestiva/2010/fascicolo_alcol.pdf
    Questo documento, in formato pdf, raccoglie i materiali e la documentazione relativa alla Scuola Estiva di Forum Droghe/Fuoriluogo e CNCA, svoltasi a settembre 2010. Il seminario, anche in ragione dei cambiamenti intervenuti sulle scene del consumo (dai policonsumi ai comportamenti e alle culture presenti nella popolazione giovanile e in quella immigrata), della sempre più variegata gamma dei diversi stili di consumo, della moltiplicazione dei setting di uso, ha ritenuto urgente tornare a studiare e discutere di alcol. L’intento è stato quello di analizzare e discutere i presupposti teorici che stanno alla base dei diversi approcci e interrogare criticamente le modalità d’intervento e i trattamenti, alla luce sia dei cambiamenti degli stili di consumo, sia delle più recenti evidenze scientifiche.
    Collocazione Centro Studi: W0005

 

  • Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool
    Italy and alcohol: a country profile
    Litos, Roma, 2007
    Il quaderno n. 19 dell’Osservatorio delinea un profilo dell’Italia relativo al consumo e alla produzione di alcol, trattando nello specifico argomenti inerenti i modelli di consumo, la mortalità alcol correlata, gli aspetti economici, la legislazione, le iniziative di prevenzione e le strutture per il recupero degli alcol dipendenti.
    Collocazione Centro Studi: 20R19
Abuso – Dipendenza – Trattamento
  • Britain‘s biggest hangover.  An Overview of the effect of alcohol
    In Network : A national newsletter on substance misuse management in primary care, n. 28 (feb. 2010), pp. 1-20
    Questo numero speciale prende in esame gli effetti provocati dal crescente consumo di alcolici nel Regno Unito, parlando anche di tendenze, politiche e trattamento relativamente all’alcol. In particolare viene esaminato il ruolo dell’assistenza primaria e del medico di base nell’affrontare le sfide che il fenomeno presenta.
    Collocazione Centro Studi: F0105
  • APCAT Trentino Centro Studi – Trento
    Alcol… Piacere di conoscerti!
    Erickson, Trento, 2009, pp. 210
    Quinta edizione, completamente riveduta e ampliata, di una guida ecologica alla promozione della salute. I problemi alcol-correlati non sono più quelli di una volta, è cambiato anche il modo di percepirli e il modo di vedere la salute. Questa riedizione intende parlare di alcol oggi, sottolineando la necessità di un impegno etico a ogni livello e approfondendo la conoscenza dei rischi e dei danni, ma soprattutto delle prospettive. Il materiale del libro viene utilizzato nelle scuole alcologiche territoriali per l’informazione/formazione delle famiglie, ma è rivolto anche a tutti coloro che vogliano conoscere l’alcol, riflettere sui suoi falsi piaceri e conoscere il mondo vitale dei Club.
    Collocazione Centro Studi: 14589
  • Marloes Gerda Postel
    Well connected. Web-based treatment for problem drinkers
    Radboud University, 2011, pp.175
    Lo scopo principale di questa tesi di laurea, realizzata presso la Radboud University di Nijmegen, era di valutare se il programma di trattamento per bevitori problematici, basato sul sito web www.alcoholdebaas.nl, fosse efficace in termini di riduzione del consumo di alcol e miglioramento dello stato di salute. E’ stata esaminata la popolazione destinataria del programma di trattamento sul web, la fattibilità ed efficacia clinica dello stesso. Sono stati anche indagati sistematicamente i motivi dell’abbandono, ed è stata analizzata l’associazione fra le caratteristiche iniziali dei partecipanti e il logorio. Il capitolo finale inizia con una breve descrizione dell’intervento di trattamento sul web e un numero di definizioni relative all’informazione sanitaria su internet, quindi si riassumono, si discutono e si confrontano le risultanze principali con l’attuale stato dell’arte della terapia tramite web per il consumo alcolico problematico. Infine, vengono discussi i limiti dello studio, le sue implicazioni e si avanzano suggerimenti per future ricerche. L’appendice è in lingua olandese.
    Collocazione Centro Studi: W0012
  • Paola Gini … [et al.]
    Il problema alcol. Comprendere e aiutare chi beve troppo
    CEA Casa Editrice Ambrosiana, Milano, 2010, pp. 206
    Il volume, frutto della collaborazione di un gruppo di professioniste con un’esperienza pluriennale nel lavoro in servizi alcologici e nella formazione di operatori di varia professionalità, fornisce dati epidemiologici, nozioni teoriche, spunti di riflessione, testimonianze, strategie e indicazioni operative, informazioni sui servizi specialistici e sui gruppi di auto-aiuto, suggerimenti pratici: tutto quanto è necessario per conoscere, comprendere e aiutare in modo competente ed efficace. La terza parte riguarda gli istituti giuridici a tutela dell’incapace e alcuni strumenti di lavoro specifici (CAGE, MAST, diario alcologico, ecc.).
    Collocazione Centro Studi: 14848
  • Adelmo Di Salvatore
    Manuale di alcologia sociale. Il superamento della “cultura alcolica”
    Erickson, Trento, 2009
    Il manuale si articola in due parti: la prima prende in considerazione i diversi paradigmi costruiti intorno all’alcolismo e ai problemi correlati, le diverse prese di posizione e convinzioni, evidenziando l’importanza dei media nella costruzione di credenze e tradizioni. La seconda parte intende dare vigore all’approccio multidimensionale che tratta le problematiche legate all’alcol considerate come disturbi, espressione di uno stile di vita individuale e familiare radicato nella cultura sociale e sanitaria di un territorio.
    Collocazione Centro Studi: 14568
  • Edited by Moira Plant and Martin Plant
    Addiction. Alcohol
    Routledge, London, 2008, vol. 2°, pp. 533
    Il campo delle dipendenze è molto ampio e copre un numero considerevole di sostanze psicoattive e di comportamenti compulsivi. Tuttavia, molta letteratura risulta inaccessibile o altamente specializzata e settorializzata, e diventa difficile, per chi è interessato, ottenere una panoramica completa e informata di temi ed evidenze. Quest’opera in quattro volumi, curata da due dei maggiori esperti mondiali in dipendenze e comportamenti a rischio, risponde alla richiesta di fornire una prospettiva ampia e multidisciplinare sull’argomento. I curatori hanno raccolto i materiali suddividendoli in base a quattro grandi temi, rendendo conto per ciascuno dell’ampia gamma di approcci, teorie e concetti che ha finora caratterizzato il campo delle dipendenze. L’opera è così articolata: Vol. I – Concetti di dipendenza e tabacco (colloc. 14416) Vol. II – Alcol (colloc. 14417) Vol. III – Sostanze illecite (coll. 14418) Vol. IV – Altri comportamenti compulsivi, quali gioco d’azzardo, sesso, sport, shopping, uso di Internet e alimentazione (colloc. 14419).
  • Giovanni Aquilino, Maria Antonia Papapietro, Maria Teresa Salerno
    A lezione da Vladimir Hudolin. Maestro di cambiamento umano
    Erickson, Gardolo (TN), 2008, pp. 75
    Lo psichiatra croato Vladimir Hudolin (1922-1996), grande esperto dei problemi alcol-correlati e della promozione alla salute, ha avuto intuizioni innovative, per certi versi ancora rivoluzionarie, che qui vengono illustrate, intrecciando la spiegazione con gli scritti dello stesso Hudolin. I capitoli sono dedicati alla sensibilizzazione ai problemi alcol-correlati, agli stili di vita, al Club degli alcolisti in trattamento, che applica le intuizioni di Hudolin. I curatori del volume, allievi e collaboratori di Hudolin stesso, sono formatori e docenti universitari, impegnati nell’Associazione Nazionale e Internazionale dei Club degli alcolisti in trattamento. Al libro è allegato un dvd con collocazione 01D43.
    Collocazione Centro Studi: 14572
  • A cura di Fabio Bernieri … [et al.] ; ASL 1 Massa Carrara
    Alcol e dipendenze: disintossicare le relazioni. L’esperienza di un gruppo Terapeutico-Riabilitativo
    Franco Angeli, Milano, 2008, pp. 157
    Il libro presenta un’esperienza di supervisione basata sullo studio psicoanalitico delle dinamiche interne a un Gruppo Terapeutico Riabilitativo territoriale, nell’ambito del metodo TRIAD (Trattamento Riabilitativo Integrato Alcolismo e Dipendenze). Il testo illustra le principali problematiche emerse dall’osservazione longitudinale e dall’analisi psicodinamica degli utenti – alcolisti, politossicodipendenti – e dei loro famigliari, e gli strumenti concettuali utili a stimolare un cambiamento nel gruppo.
    Collocazione Centro Studi: 09127
  • A cura di Franco Trevisani, Fabio Caputo
    Alcolismo
    CLUEB, Bologna 2005
    Questa opera è incentrata sul problema “alcolismo”, inteso nella sua complessità di eventi casuali, di meccanismi fisio-patologici, alterazioni anatomo-patologiche e manifestazioni cliniche. Viene presentato un inquadramento nosologico generale del problema con l’analisi degli aspetti fisiopatologici, metabolici e molecolari, delle patologie alcol-correlate, dei test diagnostici e delle terapie di cui ci si avvale per la cura. L’intento è di fornire uno strumento di conoscenza per tutte le figure professionali che concorrono allo sviluppo di programmi educativi volti ad un uso corretto dell’alcol, alla prevenzione e alla cura delle patologie correlate.
    Collocazione Centro Studi: 12416
Prevenzione – Politiche sociali
  • Forum Prevenzione
    Il lavoro di prevenzione in tempi di repressione. Congresso internazionale
    Provincia Autonoma di Bolzano, 2012
    Il cdrom contiene i file audio e i testi in formato pdf delle relazioni tenutesi al Congresso internazionale “Il lavoro di prevenzione in tempi di repressione” (Bolzano, 8-9 marzo 2012). Il Congresso è stato organizzato dal Forum prevenzione con la collaborazione della Provincia Autonoma di Bolzano, la Libera Università di Bolzano, il Gruppo Abele di Torino, l’associazione Itaca di Roma, ed altri. Fra gli interventi segnaliamo: Leopoldo Grosso, “Prevenzione e dissuasione. L’esperienza italiana”; P. Koler, “Approcci preventivi per i giovani”; L. Pepino, “Il war on drugs è fallito”.
    Collocazione Centro Studi: CD209

  • Charles Parry, Jurgen Rehm
    Alcohol and non-communicable diseases. Addressing harmful use of alcohol is essential to realising the goals of the UN Resolution on non-communicable diseases (NCDs)
    In The Globe, n. 1 (2011), pp. 11-14
    L’articolo illustra i propositi della risoluzione delle Nazioni Unite 64/256 del maggio 2010 riguardante la prevenzione delle malattie non trasmissibili collegate al consumo di alcol, tra cui le principali sono le malattie cardiovascolari, i tumori, le malattie respiratorie croniche e il diabete. L’articolo fornisce alcuni dati sul ruolo dell’alcol nell’insorgenza delle varie patologie e ribadisce l’importanza di una strategia globale per ridurne gli effetti negativi, la quale deve essere messa in atto dai vari paesi. A questo riguardo assume grande importanza la riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’argomento prevista a New York per settembre 2011.

  • A cura di Franco Prina, Enrico Tempesta
    I giovani e l’alcool: consumi, abusi, politiche. Una rassegna critica multidisciplinare
    In Salute e società, n. 3 supplemento (2010)l, pp. 11-246
    Questo supplemento monografico è dedicato al rapporto tra giovani e alcol in Italia. I diversi contributi si snodano attraverso un itinerario di quattro tappe. La prima tappa propone una vasta ricostruzione del significato della presenza delle bevande alcoliche nella storia del nostro Paese e degli stili e dei modelli culturali del consumo, e consente una riflessione sullo stato della ricerca in tema di alcol con riferimento sia alle indagini di tipo quantitativo che qualitativo. La seconda tappa affronta i temi nodali della regolazione dell’alcol all’interno della società italiana, mentre la terza prende in esame sia la possibilità di fornire ai giovani strumenti per vivere un rapporto non problematico con l’alcol, sia le risorse disponibili per chi viva già una condizione di dipendenza. L’ultima tappa propone infine la dimensione internazionale della ricerca sul consumo di bevande alcoliche e sottolinea la forte esigenza di proseguire la strada dell’interdisciplinarietà per riflettere seriamente sul tema.

  • Patrizia Gioé … [et al.]
    “Alcool & Guida: patente ResponsAbile”. Una ipotesi metodologica per la prevenzione degli incidenti stradali
    In Bollettino sulle Dipendenze : trimestrale, n. 3 (2010) – on line, pp. 133-141
    www.droganews.it/bollettini.html
    Nell’ambito dell’attività finalizzata all’accertamento tossicologico dei soggetti fermati per “guida in stato di ebbrezza”, il Sert del Distretto 12 dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo ha registrato negli ultimi 3 anni un sensibile aumento del numero dei soggetti inviati, in linea con l’incremento dei controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine e con gli inasprimenti che ha subito la legge nello stesso periodo. La massiccia diffusione del consumo di alcol, soprattutto tra i giovani, e la tendenza a sottovalutare la sua pericolosità durante la guida, hanno determinato una situazione di grave emergenza sociale che riguarda l’intera società. Per tale motivo l’equipe alcologica del Sert ha messo a punto, in via sperimentale, un’iniziativa mirata a contrastare il fenomeno descritto attraverso un lavoro di prevenzione rivolto ai conducenti di autoveicoli fermati per “guida in stato di ebbrezza” e inviati al Sert dalla Commissione Medica Locale. L’intervento proposto è finalizzato al miglioramento dell’informazione e alla sensibilizzazione dei soggetti alle problematiche alcol correlate. L’articolo è esclusivamente scaricabile in formato pdf dal link indicato.

  • Emanuele Scafato
    Trentennale della Società Italiana di Alcologia (1979 – 2009). Dal XXI Congresso “Conoscere e praticare l’alcologia” (Padova, 3 dicembre 2009). Prima pubblicazione degli atti.
    In Alcologia, n. 6 (dic. 2009), pp. 27-56
    Vengono riportati i principali contributi presentati al Congresso della Società Italiana di Alcologia. L’introduzione di Emanuele Scafato mette in luce la necessità di rendere prioritaria l’attività di prevenzione alcol correlata e di giungere al riconoscimento formale e legislativo dell’alcologia, quale disciplina autonoma e complementare al settore delle dipendenze. A seguire vengono presentati i contributi di: Rocco Luigi Picci, “Il binge drinking”; Stefano Bellentani, Federica Scaglioni “Nuove bevande e impatto metabolico”; Giacomo Germani, Patrizia Burra, Marco Senzolo, “Alcol e trapianto di fegato”; Franca De Lazzeri, Salvatore Lobello, Laura Peraro “La continuità ospedale – territorio” ; Maria Francesca Amendola, “Alcol e società: azioni e strategie locali”.

  • Pier Paolo Pani, Roberta Agabio, Gian Luigi Gessa
    Alcol: an overview
    In Medicina delle tossicodipendenze n. 58/59 (2008), pp. 7-57.
    Questo numero monografico intende fornire uno strumento di aggiornamento nel campo della prevenzione e del trattamento della dipendenza da alcol. Vengono affrontati i seguenti aspetti: gli effetti indotti dal consumo di alcol e le malattie alcolcorrelate, i diversi tipi di trattamento (farmacologico e psico -sociale), gli interventi di prevenzione degli incidenti stradali alcol-correlati, gli strumenti di identificazione precoce del consumo eccessivo di alcol, quali il test CAGE e l’AUDIT. La sezione “Normativa” riporta le Disposizioni riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.

  • Giovanni Greco … [et al.]
    Alcol, salute e sicurezza
    In Sestante : rivista scientifica a carattere divulgativo della rete dei servizi per le dipendenze patologiche in Area Vasta Romagna,  n. 29 (mag. 2008), pp.1-32
    Questo numero monografico della rivista, oltre a una profonda lettura socio-epidemiologica nazionale e locale, valuta i risultati di esperienze concrete di prevenzione e counseling nei diversi contesti di vita: luoghi del loisir notturno, scuola, comunità, lavoro. Gli articoli affrontano, da diverse angolazioni, i nuovi stili di consumo delle nuove generazioni.
  • I giorni perduti. Un film sulla prevenzione dell’alcolismo
    Regia:Bruno Gaburro, Italia, 2008, Durata:50 min.
    Il film racconta la storia di un giovane trentacinquenne con gravi problemi di consumo di alcol, che lo mettono progressivamente in conflitto con la moglie, con il padre, nella cui azienda lavora, e con l’intera società. Quando, sempre più frequentemente ubriaco, capirà di avere toccato il fondo di una china pericolosa, l’incontro con una volontaria di un Club di alcolisti lo porterà sulla strada del recupero, strada lunga e faticosa ma percorribile con il sostegno del gruppo. Il film è preceduto da un intervento del Dr. Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, che spiega la gravità del problema dell’abuso di alcol, in crescita nel nostro paese soprattutto fra i giovani, e dell’urgenza di intraprendere attività di prevenzione, di cui il film è un esempio.
    Collocazione Centro Studi: 00D75

  • Peter Anderson
    Binge drinking and Europe
    Institute of Alcohol Studies, London, 2007, pp. 107
    Il rapporto delinea il fenomeno del binge drinking in Europa, attraverso uno studio delle principali meta-analisi e revisioni sistematiche delle ricerche effettuate sul fenomeno. Viene descritta la prevalenza del binge drinking in Europa, constatando che tale termine viene utilizzato con accezioni di significato diverso, aspetto che ha reso a volte difficile la comparazione dei risultati. I capitoli terzo e quarto del rapporto descrivono i danni legati al consumo compulsivo di alcol a livello individuale e a livello collettivo di disagio sociale. Il quinto espone un’analisi dell’impatto delle politiche riguardanti il prezzo, la disponibilità e il mercato dell’alcol sul binge drinking. I capitoli successivi sono dedicati alla valutazione degli interventi educativi e di prevenzione in tema di alcol, alla necessità di creare comunità e ambienti più sicuri rispetto al consumo di alcol e ad una valutazione dei costi effettivi delle misure politiche sull’alcol.
    Collocazione Centro Studi: E6927
  • Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Ministero della Salute
    Piano Nazionale Alcol e Salute
    Ministero della Salute, Roma, 2007, pp. 32
    Il Piano nazionale alcol e salute, voluto dal Ministro della Salute Livia Turco, si pone l’obiettivo di coordinare tutte le attività di prevenzione e presa in carico dei problemi correlati all’abuso di alcol tra la popolazione. Il Piano ha valenza triennale (2007-2009) e si prefigge 10 obiettivi da raggiungere attraverso azioni strategiche in collaborazione con le Regioni e con il coinvolgimento di varie strutture e soggetti del sistema sanitario nazionale: dipartimenti delle dipendenze, servizi alcologici regionali, dipartimenti di salute mentale, medici di famiglia, associazioni di mutuo soccorso e volontariato, asl e ospedali. Un ruolo particolare verrà assunto anche dalle collaborazioni con il mondo della scuola e dello sport, i sindacati, i centri ricreativi per gli anziani, le Forze dell’Ordine e le imprese del settore.
    Collocazione Centro Studi: H6512
  • A cura di Emanuele Scafato … [et al.]
    Alcol: le strategie di prevenzione della Comunità Europea
    Istituto Superiore di Sanità, Roma, 2007, pp. 47
    Il documento contiene la traduzione e l’adattamento di due testi: 1) la Comunicazione della Commissione Europea “Strategia comunitaria volta ad affiancare gli stati membri nei loro sforzi per ridurre i danni derivanti dal consumo di alcol” (COM (2006), 625 definitivo, Bruxelles 24.10.2006) e 2) le Conclusioni e Raccomandazioni del rapporto “L’alcol in Europa. Una prospettiva di salute pubblica. Analisi per la Commissione Europea”, Institute of Alcohol Studies, Regno Unito, 2006. Il documento analizza l’impatto economico e sanitario dell’abuso di alcol in Europa, evidenzia l’urgenza di contrastarne gli effetti negativi sulla salute e identifica sia le buone pratiche, sia le aree dove potrebbero essere fatti ulteriori progressi.
    Collocazione Centro Studi: G4515
Alcool e giovani
  • Eleonora Vivo … [et al.]
    Stili di assunzione e motivazioni all’uso di alcol in un gruppo di studenti universitari italiani. Uno studio qualitativo
    In Psicologia della Salute : Quadrimestrale di psicologia e scienze della salute, n. 1 (2012), pp. 133-155
    L’articolo presenta i risultati di una ricerca qualitativa sulle motivazioni al consumo di alcol e sui profili di consumo in un gruppo di 34 studenti universitari italiani. Tali risultati evidenziano la presenza di molteplici motivazioni (gestire emozioni negative, ricercare sensazioni, motivazioni sociali, ricerca del gusto, richiamo culturale identitario, rimedio rispetto ad altre sostanze) e di diversi pattem di consumo, che variano in funzione della condizione residenziale (fuori sede, residente, pendolare), dell’anno di corso, del genere, della rappresentazione del divertimento (convivialità, sregolatezza) costruita all’interno del gruppo di amici e del significato che l’alcol assume nel contesto specifico. Questi risultati sottolineano il ruolo giocato dal contesto universitario nel modulare il consumo di alcolici fra gli studenti.

  • A cura di Mauro Travaglini
    Happy birthday to… Happy Night. Giovani, divertimento, sicurezza e promozione di stili di vita sani nel territorio aretino
    Azienda USL 8 Arezzo, 2011, pp. 174
    Il testo descrive l’esperienza maturata nel corso del progetto pluriennale “Happy Night”, volto a promuovere stili di vita sani tra i giovani, evitando di trasmettere messaggi allarmistici, divieti o messaggi negativi. L’obiettivo è quello di promuovere un divertimento libero dal consumo di sostanze illegali, con attenzione particolare alle problematiche connesse all’uso di alcolici. I soggetti promotori del progetto sono il Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda USL 8 di Arezzo, la Provincia di Arezzo, la Prefettura, la Confcommercio e il Centro Servizi Amministrativi ex Provveditorato agli Studi con La Consulta Provinciale degli Studenti e la Consulta Provinciale dei Genitori.
    Collocazione Centro Studi: 15305
  • Cristina Zogmaister, Luigi Castelli
    Perchè i giovani bevono? Versione italiana del DMQ-R (Cooper, 1994), strumento per l’indagine della motivazione al consumo di alcolici
    In Psicologia della Salute : Quadrimestrale di psicologia e scienze della salute, n. 1 (2011), pp. 101-118
    Viene presentato l’adattamento italiano della misura quadri-fattoriale della motivazione a bere alcolici (DMQ-R) proposta da Cooper (1994). Usando i dati di due campioni di adolescenti (N = 282) e giovani universitari (N = 238) e la tecnica dell’analisi fattoriale confermativa, viene fornita sostanziale conferma al modello quadri-fattoriale. Successive analisi mettono in relazione le motivazioni sottostanti alla fruizione di alcolici con specifici aspetti di tale fruizione (frequenza di uso e abuso, consumo di tipo solitario e sociale), evidenziando l’utilità della scala e fornendo sostegno al modello teorico sottostante.
  • A cura di Augusto Marinelli
    Alcol e giovani. Disagio sociale, salute e competitività
    Franco Angeli, Milano, 2011, pp. 172
    Il rapporto tra alimentazione e salute è un problema che sempre più frequentemente viene associato all’esigenza di prevenire comportamenti dai quali derivano conseguenze negative, sia sul piano individuale sia pubblico, tanto a livello sanitario che di sicurezza sociale. In questo scenario, le questioni relative al consumo dell’alcol stanno assumendo il carattere di emergenza pubblica, resa ancor più grave dal fatto di interessare fasce d’età sempre più giovani. Il presente volume raccoglie i risultati di una serie di attività di ricerca e di un convegno promossi dall’UniCeSV (Centro universitario di ricerca e formazione per lo sviluppo competitivo delle imprese del settore vitivinicolo italiano) nell’ambito di un progetto svolto su incarico della Regione Toscana (Assessorato al diritto alla salute), con i quali si intende offrire un quadro generale delle problematiche legate all’abuso degli alcolici. Oltre ad alcune puntuali quantificazioni del fenomeno, con il presente volume si intende porre in evidenza l’efficacia che certi strumenti di marketing sociale, soprattutto applicati a livello di comunicazione, potrebbero avere sul piano preventivo, educando i consumatori verso modelli di consumo più responsabili.
    Collocazione Centro Studi: 15556
  • Jamie Bartlett & Matt Grist
    Under the influence. What we know about binge-drinking
    Demos, London, 2011, pp. 46
    www.demos.co.uk/publications/undertheinfluence
    Le preoccupazioni riguardanti il binge-drinking nel Regno Unito non sono una novità, tuttavia negli ultimi dieci anni sono assai aumentate, sia nei media che nel governo e nell’opinione pubblica in generale. Questa pubblicazione indaga le cause e le possibile risposte al binge-drinking fra i giovani adulti dai 18 ai 25 anni. Gli autori concludono che qualsiasi risposta al fenomeno dovrebbe essere realistica e mirata a ridurne la frequenza, l’intensità e i costi correlati, e a incoraggiare un atteggiamento più responsabile verso il consumo alcolico sul lungo periodo. Per arrivare a questo, il governo dovrebbe sviluppare politiche capaci di incidere sulle norme sociali che sostengono il binge-drinking e il comportamento ad esso associato.
    Collocazione Centro Studi: W0014
  • Federica Graziano, Manuela Bina, Silvia Ciairano
    Le funzioni del consumo di tabacco e alcolici percepite dagli adolescenti: una ricerca con il focus group
    In Psicologia della Salute : Quadrimestrale di psicologia e scienze della salute, n. 3 (2010), pp. 9-30
    Il fumo di sigarette e il consumo di alcolici, come altri comportamenti a rischio, svolgono per gli adolescenti specifiche funzioni in rapporto agli obiettivi di crescita. La ricerca intende indagare sulla percezione che gli adolescenti hanno di tali funzioni: 46 adolescenti di scuole superiori di Torino sono stati coinvolti in sei focus group, dal cui materiale testuale è ricavata l’analisi qui presentata. Le autrici sono del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino.

  • Charlie Barnao
    Le relazioni alcoliche. Giovani e culture del bere
    Franco Angeli, Milano, 2011, pp. 110
    Il bere e l’abuso di alcolici da parte dei giovani sono fenomeni emergenti che sempre più spesso caratterizzano le cronache, talvolta drammatiche, della nostra vita quotidiana. Mentre la maggior parte degli studi scientifici sul bere alcolici si concentra principalmente sugli aspetti biologici e psicologici correlati al fenomeno, questo libro cerca di arricchirne la conoscenza, descrivendo e analizzando alcuni aspetti sociali e culturali che al fenomeno del bere restano indissolubilmente interconnessi. Attraverso una ricerca etnografica durata quattro anni, il mondo culturale e sociale dei giovani viene visto con gli occhi dei protagonisti. Sulla base dei dati raccolti è stata costruita una tipologia di bevitori, distinguendo delle caratteristiche specifiche che permettono di individuare culture e modi diversi di bere. Le culture dell’alcol vengono, quindi, descritte e analizzate con particolare attenzione alle dinamiche sociali, all’orizzonte normativo e valoriale di riferimento, agli aspetti interazionali e rituali che legano il “divertimento dei giovani” con il bere alcolici in gruppo. L’ostacolo a operare un intervento adeguato su fenomeni del bere (e, in particolare, del bere giovanile), infatti, è spesso rappresentato dall’insorgere di pregiudizi che portano a sospingere tali fenomeni dentro l’ambito della a-normalità e della pericolosità sociale.
    Collocazione Centro Studi: 15227
  • Lee Strunin … [et al.]
    Familial drinking in Italy: harmful or protective factors?
    In Addiction Research & Theory,  n. 3 (giu. 2010), pp. 344-358
    Attraverso la tecnica dell’intervista qualitativa, la ricerca ha preso in esame le relazioni tra le norme culturali e le pratiche del bere alcol tra i giovani italiani. E’ emerso che in Italia la tradizione di includere bevande alcoliche (in genere vino) nei pasti con la famiglia può rappresentare un fattore protettivo rispetto all’abuso alcolico. Gli autori suggeriscono altri ambiti di ricerca per esplorare ulteriormente le connessioni tra relazioni familiari, con altri adulti o con i pari, e il consumo di alcolici e i comportamenti a rischio correlato, in particolare in quei paesi in cui ci sono tradizioni culturali simili a quella italiana.

  • Francesca Guarino
    Alcol e stile giovane. Un’interpretazione sociologica
  • Franco Angeli, Milano, 2010, pp. 239
    Il bere dei giovani, anche in grande quantità, rappresenta un comportamento normale dello scenario contemporaneo. A partire da una ricognizione mirata delle fonti disponibili e della letteratura nazionale e internazionale, peraltro sterminata, il testo affronta il fenomeno del consumo sociale di alcol come droga, precisando che gli usi sociali dell’alcol non sono limitati a questo: esso è cibo, è cultura, è fenomeno di mercato e molto altro ancora. Approfondire il perimetro espressivo del comportamento alcolico richiede di non fermarsi a nozioni semplicistiche o preconfezionate ma piuttosto di evidenziare limiti e insufficienze di quadri regolatori dal taglio statistico, di norma a valenza epidemiologica, e dunque di uscire da un impianto che associa il consumo di alcol dei giovani alla mera problematicità. Tale approccio, infatti, non risulta soddisfacente: i ragazzi che bevono in compagnia non affogano i loro problemi nell’alcol e non sono, di contro, unicamente predisposti al divertimento per il divertimento. Chi sono allora i giovani di cui si parla? L’autrice, sociologa, fornisce un’analisi a più livelli del quadro giovanile post-contemporaneo.
    Collocazione Centro Studi: 15210
  • Christine Vilnet, Audrey Leclere
    Ados & alcool. Ils boivent trop, que faire?
    J.Lyon, Paris, 2010, pp. 142
    Il testo si rivolge ai genitori preoccupati dei comportamenti dei loro figli di fronte all’alcol e che vogliono saperne di più per comprenderli meglio, sapere come parlare loro e tutelarli. Oggi non esistono feste di adolescenti senza alcol: 6 giovani su 10, tra i 13 e i 16 anni, hanno dichiarato di essersi ubriacati durante l’anno. Il “binge drinking” diventa quindi un fenomeno sociale. Le nuove miscele, i preparati di soda e alcol, gli “happy hours”, la legislazione più restrittiva ma ambigua, tutta la società concorre a dare dell’alcol un’immagine festosa. Quale piacere provano gli adolescenti ad ubriacarsi? Perché devono per forza bere in grandi quantità? Sono aumentati i coma etilici: chi sono i più fragili? L’alcol provoca anche comportamenti aggressivi o passivi, rischi di incidenti. E, più a lungo termine, si conosce l’impatto sulla salute, la scolarità, i legami sociali degli adolescenti? Come aiutare quelli che non sanno fermarsi? Come possono reagire i genitori? Questa inchiesta fa il punto della situazione, riferisce storie di adolescenti e fornisce i consigli di professionisti.
    Collocazione Centro Studi: 15100
  • Erica Valsecchi
    Adolescenti in bottiglia. Ragazzi e alcol: che fare?
    Ancora, Milano, 2010, pp. 158
    L’autrice, educatrice e formatrice, affronta nel testo le alcoldipendenze, molto diffuse e molto pericolose, anche se spesso sottovalutate per ragioni storiche, economiche e culturali. La sua attenzione è particolarmente rivolta agli adolescenti e al loro consumo e abuso di alcol, oggi sempre più precoce, con l’obiettivo di favorirne la prevenzione, attraverso la formazione di una consapevolezza sui rischi legati a tale consumo.
    Collocazione Centro Studi: 15055
  • British Medical Association Board of Science
    Under the influence. The damaging effect of alcohol marketing on young people
    British Medical Association, London, 2009, pp. 47
    Il rapporto è rivolto ai politici con responsabilità strategiche e operative nel campo della sanità, ma risulta interessante anche per i professionisti della salute e il pubblico generale. Nel Regno Unito il consumo di alcool sta aumentando rapidamente in tutta la società: gli sforzi per contrastarne l’uso sono vanificati da vaste campagne pubblicitarie e promozionali dell’industria che hanno forte presa sui giovani. Scopo di questo rapporto è identificare strategie efficaci per proteggere i giovani dall’influenza delle campagne pubblicitarie e promozionali sull’alcol, correggendo le norme sociali a cui sono continuamente esposti e che vedono con eccessivo favore il consumo di bevande alcoliche.
    Collocazione Centro Studi: G4815
  • A cura di Elisa Rossi; presentazioni di Giovanni Bissoni … [et al.]
    Giovani nella notte tra divertimento e rischio. Il Progetto “Buonalanotte” e altre pratiche di intervento
    Comune di Modena, 2009, pp. 162
    La prima parte del volume analizza il progetto “Buonalanotte”, attivato dal 1996 dal Comune di Modena come prevenzione delle azioni giovanili a rischio legate all’abuso di alcol e alla guida in stato di ebbrezza, illustrandone i presupposti teorici e avviando una valutazione dell’intervento con una riflessione degli operatori sull’interazione con i giovani. La seconda parte del volume dà spazio a diversi soggetti che hanno attuato altre pratiche di intervento, sempre nell’ambito della prevenzione dei comportamenti a rischio dei giovani. La curatrice è ricercatrice di Sociologia dei processi culturali presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.
    Collocazione Centro Studi: 14322
  • Irmgard Eisenbach-Stangl, Betsy Thom
    Intoxication and intoxicated behaviour in contemporary european cultures: myths, realities and the implications for policy, (prevention) practice and research
    European Centre, Vienna, 2009, pp. 16
    La ricerca è il risultato dell’incontro di un gruppo di lavoro di 14 rappresentanti di 9 paesi europei, specializzati in discipline differenti (antropologia, storia, psicologia, psichiatria, epidemiologia, ecc..) per analizzare la “frenesia” nel consumo di bevande alcoliche in Europa e lo studio di misure preventive. Considerato principalmente come un problema delle nuove generazioni, la ricerca si focalizza sulle nuove modalità di assunzione di questa categoria sociale e sugli effetti su salute e ordine pubblico, esaminando in maniera specifica il concetto di “ubriachezza” e di “comportamento ebbro”. Si osserva tra i giovani un aumento del consumo di birra e di “alco-pops” a scapito del vino; cresce il numero di ragazze consumatrici rispetto al passato ed esiste una maggiore facilità nel reperire bevande in rave party ed altri eventi pubblici. Le motivazioni che spingono a questa ebbrezza sono legate principalmente a disagi sociali, alla transizione dall’adolescenza all’età adulta e all’ansia e allo stress provocati dai rapidi cambiamenti della società.
    Collocazione Centro Studi: G6106
  • A cura di Paola Nicolini, Michela Bomprezzi, Luisa Cherubini
    Sentirsi brillo. La voce degli adolescenti in un progetto di prevenzione dei comportamenti alcol-correlati
    Franco Angeli, Milano, 2009, pp. 109
    Protagonisti del libro sono gli adolescenti, cui è stato chiesto di raccontare cosa cercano nell’incontro con l’alcol, con l’obiettivo di stimolare l’autoriflessione e la conoscenza della propria immagine di sé, nonché di accrescere la capacità degli adulti di avvicinarsi al loro mondo per capirli e accompagnarli nella crescita. Il progetto, mirato alla prevenzione dei comportamenti alcol-correlati, è stato realizzato con più di 1000 studenti della terza media inferiore e delle prime classi delle superiori nella Regione Marche e con i loro genitori. Gli strumenti utilizzati sono: un questionario a domande aperte, una mappa concettuale, un’autopresentazione e un focus group. Il libro presenta il progetto e i risultati del lavoro di ricerca, dopo aver introdotto nel primo capitolo il contesto legislativo e politico in cui è inserito.
    Collocazione Centro Studi: 14464
  • Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool
    I giovani e l’alcool nella Provincia di Campobasso. Progetto Andromede 2004-2007
    Litos, Roma, 2008, pp.150
    Il Quaderno riporta i risultati della ricerca condotta nell’ambito di un progetto triennale sui giovani e l’alcool nella Provincia di Campobasso. Il progetto Andromede, oltre alla fase di ricerca sugli stili di vita e le abitudini di consumo delle bevande alcoliche da parte degli adolescenti e dei giovani della Provincia, ha previsto azioni di formazione e sensibilizzazione sulle questioni relative al consumo di alcol e l’apertura di un servizio rivolto a giovani e adulti con problemi alcol correlati. Lo studio ha messo in evidenza una situazione di criticità relativamente al rapporto tra i giovani e il consumo di alcol. Il fenomeno del “binge drinking”, infatti, sembra assumere nella provincia di Campobasso percentuali molto alte rispetto alla media nazionale. Tale diffusione del consumo di alcol da parte dei giovani è strettamente legata alle caratteristiche del territorio provinciale, in cui risulta urgente l’attivazione di risorse e strumenti in grado di fornire adeguate alternative volte alla crescita e allo sviluppo socio-culturale della popolazione giovanile.
    Collocazione Centro Studi: 20R20
  • A cura di Roberto Baiocco, Maria D’Alessio, Fiorenzo Laghi
    I giovani e l’alcol. Il fenomeno del binge drinking
    Carocci Faber, Roma 2008, pp. 189
    Gli autori analizzano il fenomeno del binge drinking tra gli adolescenti secondo una prospettiva di psicologia evolutiva e di interpretazione del concetto di rischio. Il consumo alcolico da parte dei giovani viene studiato distinguendo tre categorie di soggetti bevitori: il bevitore sociale, il binge drinker e il forte bevitore.
    Collocazione Centro Studi: 14225
  • Edited by Marjana Martinic, Fiona Measham
    Swimming with Crocodiles. The Culture of Extreme Drinking
    Routledge, New York ; London, 2008, pp. 280
    Il testo prende in esame il comportamento relativo al rapido e pesante consumo di alcol da parte dei giovani, rilevato in molti paesi, collocandolo nei contesti sociali, storici e culturali pertinenti. Le curatrici propongono il nuovo termine di “extreme drinking” (consumo estremo di alcol) per indicare un nuovo modello di consumo che comprende diverse dimensioni. Il capitolo 5 riporta inoltre una serie di focus group condotti con i giovani in Brasile, Cina, Italia, Nigeria, Russia, Sud Africa e Regno Unito, che hanno preso in esame le loro opinioni sul consumo estremo di alcol, le motivazioni su cui si basa questo fenomeno e le differenze e le similitudini culturali presenti, rilevando al tempo stesso i fattori di rischio e quelli protettivi.
    Collocazione Centro Studi: 14503
  • Monica B. Aguirre De Kot
    Gli adolescenti e l’alcol
    Antonio Vallardi, Milano 2007, pp. 128
    Il libro propone un percorso che esplora diverse prospettive in relazione alle tematiche dell’adolescenza, dell’abuso di alcol e della famiglia. L’obiettivo principale è quello di fornire strumenti efficaci, nell’intento di realizzare miglioramenti nel campo della prevenzione e della promozione della salute tra gli adolescenti. Questo significa focalizzare il lavoro in un programma di prevenzione (soprattutto mirato ai più giovani) che porti a un cambiamento di aspettative in relazione al consumo di alcol. I principali argomenti trattati nel libro sono: adolescenza e famiglia, rapporti familiari e comportamenti autodistruttivi, i riti di iniziazione, il comportamento della famiglia in rapporto all’alcol, la figura del padre e la sua funzione, la “cultura” dello “sballo”, il cammino verso la dipendenza, questionario sul consumo di alcol. L’autrice, argentina, è psicologa e docente universitaria.
    Collocazione Centro Studi: 13652

  • A cura di Graziamaria De Rugeriis
    L’abuso di alcol in adolescenza. L’illusione di un conforto, la certezza di un inganno.
    Carocci Faber, Roma 2007, pp. 117
    Il volume si articola in due parti. La prima, “Le bevande alcoliche fra gli adolescenti”, propone una riflessione sull’immaginario collettivo e sulla complessità del rapporto fra adulti e adolescenti, e una lettura psicoanalitica dell’esperienza di eccesso alcolico. La seconda parte riporta invece il resoconto di una ricerca condotta nelle Marche attraverso un sondaggio sull’autopercezione dell’eccesso alcolico, su un campione di 970 ragazzi di età compresa tra i 17 e 20 anni. Il progetto prevedeva di affiancare gli adolescenti affinchè diventassero consapevoli dei danni ai quali vanno incontro considerando il consumo di alcol come un facile mezzo per annullare i disagi che provano e che giudicano lievi e contingenti. In Appendice è riportato il questionario utilizzato. G. De Rugeriis è dottore di ricerca in Scienze psicologiche presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Urbino
    Collocazione Centro Studi: 13337

  • Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool
    Gli Italiani e l’alcool: consumi, tendenze e atteggiamenti = Italians and alcohol: consumption, trends and attitudes. V Indagine Nazionale Doxa = 5th Doxa National Surevy
    Osservatorio Permanente sui Giovani l’Alcool, Roma, 2007, pp.180
    L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 2067 individui a partire dai 13 anni. Lo strumento di indagine è stato un questionario, somministrato a domicilio agli intervistati, attraverso il quale si è inteso indagare: i comportamenti di consumo per cinque tipi di bevande alcoliche (vino/birra, aperitivi/digestivi/amari, distillati/liquori, altre bevande alcoliche); le opinioni e gli atteggiamenti nei confronti delle bevande alcoliche; le attività, i valori e le abitudini; le caratteristiche socio-demografiche e le caratteristiche psicologiche. I risultati sono presentati nel confronto con le indagini precedenti e tra i più significativi si evidenzia l’aumento dei consumatori regolari maschi, mentre risultano diminuiti gli occasionali, le consumatrici e i non consumatori. I consumi eccessivi sono molto più diffusi fra gli uomini (23%) rispetto alle donne (3%) e nella fascia fra i 25 e 34 anni (31%). Negli ultimi 5 anni sono aumentati i consumatori con esperienze di eccedenza ripetuta. Il fenomeno del “binge drinking”, pur non essendo ancora particolarmente diffuso in Italia, è stato registrato tra i ragazzi maschi nella fascia d’età compresa tra i 16 e i 19 anni. In allegato è presentato il questionario utilizzato nell’indagine.
    Collocazione Centro Studi: 20R18
Alcool e immigrati
  • Raimondo Maria Pavarin
    Consumo problematico di alcol e accesso ai servizi tra i non nativi: healthy or happy migrant effect?
    In Alcologia : rivista quadrimestrale pubblicata con il patrocinio della Società Italiana di Alcologia, n.12 (dic.2011), pp. 8-10
    L’articolo fornisce alcuni dati sullo stato di salute degli immigrati in Italia, in particolare riguardanti le prese in carico ai SERT, gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri ospedalieri nella Regione Emilia Romagna, per problemi correlati all’alcol. Ne emerge che il tasso di incidenza per questi problemi tra gli immigrati è superiore a quello degli italiani, riguarda persone mediamente più giovani che mostrano maggiori difficoltà ad accedere ai servizi specialistici per alcolisti. L’autore fornisce alcuni suggerimenti per superare queste difficoltà

  • Elena Mani, Sergio Zorzetto, Giuseppe Cardamone
    Pensare l’alcol nelle culture dei migranti. Riflessioni su una ricerca etnografica a Bergamo
    In Animazione Sociale : Mensile per gli operatori sociali,  n. 5 (mag. 2009), pp. 79-80
    Gli autori presentano alcune riflessioni emerse nel corso di una ricerca nata da un progetto di prevenzione sull’abuso di alcol che ha coinvolto la comunità boliviana presente a Bergamo. L’elevato consumo di alcol fra i migranti evidenzia la necessità di indagare le visioni del mondo proprie del migrante e del suo contesto socioculturale. L’obiettivo della ricerca è stato quello di andare oltre un’ottica che considera il consumo di alcolici esclusivamente come un fenomeno deviante e uscire da letture stereotipate per far emergere il significato che i soggetti gli attribuiscono.

  • Allaman Allamani … [et al.]
    Consumo di alcol e tabacco tra gli albanesi immigrati a Firenze
    In Bollettino sulle Dipendenze : trimestrale, n. 1-2-3-4 (2008), pp. 53-64
    Partendo dalla premessa che l’uso di bevande alcoliche può essere favorito dallo sradicamento culturale, unito alle caratteristiche del nuovo contesto sociale, la ricerca ha inteso raccogliere informazioni sulle abitudini di bere alcolici e fumare tra gli albanesi immigrati a Firenze dopo la fine del regime comunista. Tra ottobre 2001 e gennaio 2002 sono stati intervistati 141 albanesi sulle modalità di consumo delle bevande alcoliche e dei problemi ad esso correlati, nonché sul fumo di tabacco. L’intervista si è svolta in diversi contesti, tra cui una mensa, la stazione ferroviaria, le sedi di associazioni di volontariato.

  • L’Altro nel bicchiere. Progetto di informazione e sensibilizzazione sulle problematiche alcol correlate nella popolazione romena
    Video Gruppo Abele, Torino, 2007
    Oltre alla presentazione del progetto, inteso a sensibilizzare sull’apertura di servizi alle persone immigrate, il dvd presenta gli eventi sulla prevenzione dell’abuso di alcol realizzati nel 2005 con la popolazione romena e del viaggio realizzato da alcuni operatori del Gruppo Abele in Romania per visitare servizi e strutture alcol-correlate nell’aprile del 2006. Presentazione dell’Aliseo. Interventi di: Nicoletta Robotti (Gruppo Abele), Pino Maranzano (Aliseo), Leopoldo Grosso (Gruppo Abele).
    Collocazione Centro Studi: 01D28
  • Janice M. Brown, Carol L. Council, Michael A. Penne, Joseph C. Gfroerer
    Immigrants and substance use: findings from the 1999 – 2001 National surveys on drug use and health
    SAMHSA, Rockville, 2005
    Il rapporto presenta il risultato di uno studio di prevalenza sui consumi di alcol, tabacco e sostanze illecite nella popolazione immigrata (dai 18 anni in su) negli USA, condotto attraverso 3 indagini epidemiologiche tra il 1999 e il 2001. I dati sono presentati e analizzati sia divisi per sostanza che per provenienza geografica dei migranti. Tra i risultati più interessanti si rileva un minor consumo di sostanze lecite e illecite tra i migranti, rispetto alla popolazione autoctona. In appendice sono riportate metodologie e strumenti di indagine.
    Collocazione Centro Studi: 13535

 

Alcool e donna
  • Lydi-Anne Vézina-Im, Gaston Godin
    Psychosocial determinants of intention to abstain from drinking alcohol while pregnant among a sample of women of childbearing age
    In Addiction Research & Theory, n. 2 (apr. 2011), pp.128-137
    In molti paesi si raccomanda fortemente di non bere alcol durante la gravidanza, poiché tale comportamento può essere rischioso per il nascituro. Ciò nonostante, un buon numero di donne beve alcolici in gravidanza. I due obiettivi dello studio sono stati quelli di identificare: 1) i fattori determinanti dell’intenzione di astenersi dal consumo di alcol in gravidanza fra 167 donne in età fertile tra i 18 e i 44 anni, e 2) gli aspetti che i programmi che promuovono l’astinenza dall’alcol durante la gravidanza dovrebbero prendere in considerazione. I dati sono stati raccolti attraverso un questionario basato su una versione ampliata della teoria del comportamento pianificato.

  • Alcool et grossesse, parlons-en. Guide à l’usage des professionnels
    Ministère du Travail, de l’Emploi et de la Santé, Paris, 2011, pp. 48
    www.sante.gouv.fr/IMG/pdf/Alcool_et_grossesse_parlons-en2.pdf
    La sindrome alcolica fetale, che in Francia rappresenta la prima causa di ritardo mentale non genetico, è causata dal consumo di alcol della donna durante la gravidanza, consumo responsabile anche dell’insieme di malattie causate dall’alcolismo fetale, la cui incidenza è valutata all’1%. Queste patologie sono però evitabili. Questa guida si rivolge a tutti gli operatori che intervengono a diretto contatto con le donne incinte e costituisce una base indispensabile di diffusione di buone pratiche in materia. Essa propone elementi di risposta a due interrogativi fondamentali: 1) Come affrontare il consumo di alcol e accompagnare la donna incinta nel passaggio all’astinenza? 2) Come, nelle situazioni più complesse, assumere la presa in carico continua e coerente della madre e del bambino?
    Collocazione Centro Studi: W0016
  • Michael R. Polen, Carla A. Green  … [et al.]
    Drinking patterns, gender and health 1. Attitudes and health practices 2. Predictors of preventive service use 3. Avoiding versus seeking health care
    In Addiction Research & Theory, n. 2 (apr. 2010), pp. 122-180
    Il primo articolo descrive la pri,a parte di un’indagine realizzata su un campione stratificato di adulti (2995 maschi e 4889 femmine) che ha risposto a un questionario postale. Lo scopo è stato quello di prendere in esame le differenze di genere nella relazione tra consumo di alcol e stato di salute.
    Il secondo articolo presenta la seconda parte dell’indagine, che prende in esame le differenze di genere e i modelli di consumo in relazione all’utilizzo dei servizi di prevenzione. I ricercatori hanno infatti ipotizzato che il consumo di alcolici può associarsi a comportamenti e pratiche salutari, ma che i grandi bevitori evitano di consultare il medico se non sono già ammalati.
    Il terzo articolo presenta la terza parte dell’indagine, prendendo in esame le differenze di genere e i modelli di consumo di alcolici in relazione ai comportamenti che tendono a evitare o, al contrario, a cercare assistenza sanitaria. Sono state condotte delle interviste con un sotto-campione composto da 150 persone per indagare le ragioni personali che spingono a cercare, o ad evitare, di consultare i servizi sanitari.
  • Cristina Banzato, Stefania Gasparotto
    Un viaggio al femminile per fare i conti con l’alcol. Un’esperienza di gruppo per donne alcoldipendenti del SerT di Vicenza
    In Animazione Sociale, n. 12 (dic. 2009) pp. 63-71
    Secondo le autrici, rispettivamente assistente sociale e psicologa psicoterapeuta presso il SerT di Vicenza, il cambiamento del ruolo sociale e lavorativo della donna ha provocato una sua esposizione nei confronti dell’alcol al pari dell’uomo. Tuttavia, è rimasto invariato il processo culturale che emargina e giudica l’alcolismo femminile, rendendo difficile l’intervento degli operatori. Una via per offrire spazi nuovi e diversificati di sostegno può essere la costituzione di gruppi chiusi, omogenei per sintomo e genere, che offrano la possibilità di raccontarsi e di affrontare il disagio là dove viene creato, nel tentativo di permettere alle donne di riconoscere il proprio valore e di re-imparare a volersi bene.

  • Cynthia A. Briggs, Jennifer L. Pepperell
    Women, girls, and addiction. Celebrating the feminine in counseling treatment and recovery
    Routledge, New York, 2009
    In passato la ricerca di interventi e trattamenti appropriati nel campo della dipendenza si è concentrata unicamente sull’esperienza del mondo maschile. Questi metodi sono stati generalizzati e applicati a donne e ragazze. Il libro, il primo interamente dedicato al settore femminile, contesta questo procedimento. Nella prima parte le autrici analizzano il concetto di dipendenza in generale, con riferimenti alla situazione femminile nel passato ed alla sua evoluzione nella società. La seconda parte è dedicata all’analisi approfondita delle barriere e delle potenzialità delle donne che vivono la dipendenza, con riferimenti ai fattori biologici, psicologici e sociologici che le caratterizzano e le contraddistinguono dal settore maschile. Segue una presentazione di specifiche ricerche, trattamenti ed interventi di recupero, a seconda della razza, etnia, orientamenti sessuali e stato intellettuale della donna. Al termine del libro viene presentato il caso di Sheila, un personaggio non reale, per dimostrare la complessa natura della dipendenza femminile e offrire ai lettori spunti di riflessione sul tema.
    Collocazione Centro Studi: 14552

  • Pnina Shinebourne, Jonathan A. Smith
    Alcohol and the self. An interpretative phenomenological analysis of the experience of addiction and its impact on the sense of self and identity
    In Addiction Research & Theory, n. 2 (2009), pp. 152-167
    L’articolo presenta uno studio approfondito su come le esperienze di dipendenza e i sentimenti, i pensieri e le espressioni che le accompagnano appaiono alla persona che le vive, nel contesto della sua vita. Gli autori si concentrano sul coinvolgimento con l’alcol come esperienza di flusso e instabilità, e sul modo in cui tale coinvolgimento incida sul senso del sé. L’articolo si basa su interviste semistrutturate fatte a una donna di 31 anni, che per circa 8 mesi aveva frequentato un centro diurno per donne con problemi di alcol. Le interviste sono state analizzate usando l’analisi fenomenologica interpretativa (IPA).

  • William Lowenstein, Dominique Rouch
    Malate di emozioni = Femmes et dépendances
    Sperling & Kupfer, Milano, 2009, pp. 251
    Il testo tratta la questione delle diverse forme di dipendenza da cui sono affette le donne nella società attuale, partendo da alcuni interrogativi: Che cosa cercano le donne nelle droghe, nell’alcol, nei comportamenti addittivi? Perché la dipendenza sembra meno accettabile, più deprecabile in loro che negli uomini? E’ opportuno o meno differenziare le dipendenze femminili da quelle maschili? Nel testo, l’esperienza di un medico chirurgo si alterna alle riflessioni di una giornalista.
    Collocazione Centro Studi: 14446

  • A cura di Raimondo Maria Pavarin, Antonio Mosti
    Alcol e alcolismo in Emilia-Romagna
    Clueb, Bologna, 2009, pp. 143
    Il libro riporta e commenta i dati emersi da una ricerca condotta in Emilia-Romagna su individui con problemi alcol correlati. I dati rilevati indicano una diffusione del fenomeno alquanto preoccupante. Emergono, inoltre, differenze geografiche che riguardano sia Nord e Sud, che residenti e non residenti, ma anche etniche, di genere e generazionali. I cambiamenti in atto nell’uso di alcol da parte delle donne, ad esempio, vanno interpretati in relazione ai cambiamenti negli stili di consumo, dall’allentarsi delle reti tradizionali di controllo sulle giovani relazioni, dall’accentuarsi delle differenze tra aree urbane e comunità montane, dall’emergere di una società multietnica. Infine, da tutto ciò che è inerente ai processi di emancipazione e di messa in discussione dei rispettivi ruoli, all’interno della famiglia e del posto di lavoro.
    Collocazione centro Studi: 14337
  • Peter W. Vik … [et al.]
    Application of the PTSD-alcohol expectancy questionnaire (P-AEQ) to sexually assaulted college women
    In Addiction Research & Theory, n. 6 (dic. 2008), pp. 585-594
    Il rischio di sviluppare problemi legati al consumo di alcol è un importante problema clinico per le donne che sono state vittime di aggressioni a scopo sessuale e che manifestano sintomi di disturbo da stress post traumatico. La ricerca ha esplorato questo rischio attraverso un questionario che valuta le opinioni sugli effetti dell’alcol sui sintomi da stress post traumatico. Il campione era costituito da 313 donne, studentesse di college, 96 delle quali avevano subito violenza sessuale, 68 aggressioni a scopo sessuale e 149 né l’una né l’altra.

  • Giuseppina Cersosimo
    Donne e alcool. L’equilibrio desiderato
    Liguori, Napoli, 2007, pp. 142
    L’autrice, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Salerno, dove insegna Sociologia, analizza il rapporto con l’alcol dapprima in senso generale, nei suoi caratteri storici e nei vari contesti. Vengono poi descritti i dati sul fenomeno, le legislazioni nazionali ed internazionali che regolano il settore, e il rapporto delle diverse generazioni con le bevande alcoliche. Viene quindi analizzato in dettaglio il rapporto delle donne con l’alcool, che manifesta una sua autonomia specifica, al di là del mero rapporto con il bere. Il testo è articolato nei seguenti capitoli: 1) Alcool e donne nella ricerca, 2) Salute e rapporto delle donne con l’alcool, 3) Capitale sociale e capitale culturale: indicatori di salute e socializzazione al bere, 4) Donne e alcool: la narrazione di sé.
    Collocazione Centro Studi: 05671
  • Isabella Abalsamo, Silvia Raglia
    Donne tra dipendenza e separazione. Un trattamento di gruppo rivolto alle donne
    In Dal fare al dire, n. 2 (2007), pp. 19-24
    L’articolo presenta i risultati di un’attività indirizzata alle donne che afferiscono al Ser.T. al fine di aiutarle a prendere consapevolezza dei propri bisogni in quanto donna; a entrare in contatto con il proprio mondo interiore; a verbalizzare e mentalizzare i propri vissuti, soprattutto se conflittuali o ambivalenti; aumentare la propria consapevolezza riguardo ai propri agiti; aumentare le occasioni di confronto con altre esperienze di vita.
Videografia
  • “Don’t drink and drive” – Heineken
    Lo spot è un esempio di come un’azienda commerciale possa farsi portatrice di messaggi sociali e di Promozione della Salute. La campagna “Don’t drink and drive” ha come protagonista un cane guida che, leccando la birra che per sbaglio cade a terra, si ubriaca diventando un pericolo per il suo padrone cieco.
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=_ONk5yOpIJ4
  • Progetto “A spasso con la vita”
    Il video, autoprodotto e realizzato con le tecniche utilizzate dal cinema muto dell’inizio del ‘900, ritrae i ragazzi che adottano comportamenti a rischio. Il messaggio finale è “Sai cosa vuol dire F.I.G.O.? Fortemente Insicuro Giovane di Oggi”.
    http://www.salutiamoci.it/htm/pubblico/young/tv.htm
  • Campagna di informazione sul consumo di alcol – Associazione Amici del Trapianto di Fegato
    Canzone di Andrea Di Giovanni musicata dai Velvet per la Campagna di informazione sul consumo di alcol e sulla donazione degli organi del 2012 rivolta ai giovani dell’Associazione Amici del Trapianto di Fegato.
    http://www.youtube.com/watch?v=ijGoX6Du9II&feature=related