Alcol e festività: il bicchiere come ponte o confine

Alcol e festività: il bicchiere come ponte o confine

Il bicchiere come ponte o come confine

Dicembre è un mese di incontri. Le cene di lavoro, le feste con gli amici, i brindisi che aprono l’anno nuovo creano un’atmosfera intensa, ed è in questi momenti che l’alcol entra quasi naturalmente come simbolo di convivialità: un bicchiere condiviso facilita la socialità, scioglie qualche timidezza, accompagna le risate.

Eppure, ascoltando alcune testimonianze raccolte nel nostro progetto Voci allo Specchio, emerge qualcosa di più sottile: l’alcol può essere un ponte, ma può anche trasformarsi in un confine.

Nel video che accompagna questo articolo, due persone – molto diverse per età e percorso – descrivono l’alcol con tre parole. Da una parte è un “passatempo” o “tabù soggettivo”, qualcosa che esiste nella vita sociale ma che ognuno interpreta a modo suo.
Dall’altra emergono parole come “violento”, “devastante”, “deleterio”: termini che nascono dall’esperienza diretta di quanto, a volte, il bere perda il suo carattere conviviale e diventi invece qualcosa che consuma dall’interno.

Una delle frasi più significative è proprio questa: “A volte la gente beve di forza, solo per far piacere agli altri… per stare in un gruppo.”

Qui si coglie un passaggio importante. Il bicchiere può diventare un mezzo per sentirsi parte, per non sembrare “quelli diversi”, per non rischiare il giudizio. Questo non significa che tutti i giovani o gli adulti che alzano un calice finiranno per abusarne. Nel video emerge anche l’altra metà della riflessione:

 “L’alcol ti rende solo. Non ti permette di avere relazioni sane.”

Un’esperienza che molte persone, nel loro percorso di vita, hanno conosciuto fin troppo bene. L’alcol può iniziare come rituale di unione e diventare lentamente un rifugio, un modo per non sentire, un’abitudine che erode la qualità dei legami. Non c’è un momento esatto in cui avviene questa trasformazione: è un passaggio graduale, quasi invisibile.

Ed è proprio nei periodi di festa che questa ambivalenza diventa più evidente per chi sta cercando di cambiare il proprio rapporto con l’alcol. Dicembre può diventare un terreno scivoloso per le molte occasioni d’incontro, la vicinanza sociale, qualche pressione in più, e talvolta la solitudine nascosta dietro le luci di Natale.

Per questo Aliseo sente il bisogno di lanciare un messaggio chiaro: vivere la festa sì, ma con consapevolezza. Convivialità non significa rinunciare a sé stessi e sostenere un uso responsabile restituisce autenticità ai momenti condivisi. E per chi è in un momento fragile, ciò che fa davvero la differenza è l’ambiente intorno: la capacità del gruppo di essere accogliente, rispettoso, attento.

Festeggiare responsabilmente, allora, significa questo:
includere chi non vuole bere;
non mettere alla prova chi sta affrontando un percorso difficile;
riconoscere che dietro un “no grazie” c’è coraggio;
proteggere le relazioni.

L’augurio che come Aliseo vogliamo condividere è quello di vivere queste settimane con serenità e apertura, dando valore alle relazioni e ricordando che la prevenzione parte da piccoli gesti quotidiani di cura verso sé stessi e verso chi ci è vicino.

Albero di Natale - Feste gioiose da Aliseo!